Auguri Maestro! Un windsurf sul prato verde

Compie gli anni oggi un giocatore assolutamente unico. Rui costa ha rappresentato la sublimazione dell’eleganza applicata al calcio. Il suo incedere ha fatto innamorare milioni di appassionati. Meglio di Naomi Campbell.

A scoprire il talento di questo giocatore impareggiabile è stato il grande Eusebio. Senza nulla togliere alla grandezza della Pantera nera, possiamo dire che l’essere speciale di Manuel Cesar Rui Costa arriva immediatamente anche all’osservatore più disattento o inesperto.

Per dodici anni, dal 1994 al 2006, siamo stati noi Bomber italiani i fortunati testimoni di questa evidenza. Rui Costa è stato un calciatore dal gesto talmente elegante e bello, dentro come fuori dal campo, da non poter davvero mai passare inosservato.

A Firenze lo hanno amato alla follia, mentre a Milano ha saputo essere unico, pur all’interno di un altrettanto unico gruppo di campioni. Probabilmente il miglior assist-man della Serie A, avrebbe potuto far segnare anche Toldo o Abbiati se solo lo avesse desiderato. Tra le linee è stato persino più preciso e puntuale di quanto non fosse Gattuso sulle caviglie altrui.

Di gol non ne ha segnati molti. Tutti però hanno portato in dote l’inconfondibile firma del Maestro lusitano. Con quel modo di frustare il pallone, bellissimo e funzionale come per un cambio di gioco, per una punizione telecomandata o un pallonetto beffardo.

Quel suo incedere inesorabile ma ricco di strappi irresistibili, è stato un marchio di fabbrica. Rui Sapeva rendere bello e ricco di fascino anche uno zero a zero senza tiri in porta.

Con la Fiorentina è stato grande capitano e bandiera. Con il Milan ha conquistato tutta l’argenteria che un talento grande come il suo non poteva che conquistare. In maglia rossonera ha illuminato grandi notti di Champions. Il suo tracciante a squarciare la tela verde di San Siro, come un taglio di Lucio Fontana, per servire Shevchenko contro il Real Madrid, è un invito al paganesimo. Un invito a fare di Manuel Cesar Rui Costa la propria personalissima divinità.

E in tanti, davvero, lo hanno fatto nel nostro paese. Pochi giorni dopo il suo ritiro, Rui è stato nominato direttore sportivo del suo Benfica. Da bravo fiorentino d’adozione è uomo illuminato anche fuori dal campo, come un eroe del Rinascimento.

Tanti auguri Manuel! I campi italiani ancora portano i segni del tuo windsurf che veleggia nel vento.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy