Bomber di Natale: Edmundo, il Grinch della Viola

Dici Natale e pensi ai regali, alle abbuffate, alle sacre ubriacature. Io dico Natale e penso a Bomber Edmundo. Penso a quando abbandonò la Fiorentina nel bel mezzo della corsa Scudetto del 1999, con un Trapattoni probabilmente più alterato che in occasione dello “Strunz speech”, il suo “I have a dream” per intenderci.

Per chi non ricordasse i protagonisti di questa storia di Natale e la storia stessa, facciamo alcuni passi indietro. Andiamo all’epoca in cui la Serie A risplendeva nel firmamento del calcio come uno spettacolo inarrivabile. Un’epoca in cui, ogni anno, a Roma, Parma e, appunto, Firenze si sognava di fare Jackpot a maggio e portarsi a casa la posta intera.

A Firenze si respirava aria di grandezza, partendo già dalle basi, con Francesco Toldo. La vera eccitazione arrivava però salendo di circa 70-80 metri sul campo. Rui Costa e Batistuta affilavano già da un po’ le armi per la caccia grossa. Oliveira accendeva le folle e, da un anno, era arrivato in Toscana un brasiliano davvero interessante. Fisicamente debordante, tecnicamente istintivo ed efficacissimo. La classe brasiliana, troppo flemmatica per i ritmi italiani, del grande Socrates aveva lasciato il posto, qualche anno più tardi, alle zampate arroganti di Edmundo.

Dopo un anno di apprendistato arriva lo sprint. Trapattoni, proveniente dal Bayern Monaco, è in forma (ricordiamo un intervista pazzescamente incomprensibile su Clinton, le regole del calcio e altre cose incredibili). Rui Costa è ispirato come al solito e Batistuta è un leone tirato a lucido. Manca un terzo violino.

O, per meglio dire, mancherebbe. Sì, perché il brasiliano arrivato da pochi mesi dal Vasco da Gama, è un vero e proprio “animale”. Questo è il suo soprannome, dovuto ai contorni spesso poco pacati del suo carattere. Edmundo, nei primi mesi del campionato, è un animale soprattutto in campo. S’impone con la sua triviale forza a suon di gol e giocate di talento rude quanto cristallino.

Il campionato italiano però, e allora più di ora, è una vera e propria corsa a ostacoli. In un sol colpo la Fiorentina perde Batistuta e Oliveira per infortunio, dovendosi affidare unicamente proprio a Edmundo. I Viola si sono laureati Campioni d’Inverno, passando un Natale decisamente festoso. Qualche eccesso di festività, però, sarà evidentemente alla base del disastro. Se i brasiliani “ordinari” vivono la saudade per il loro Paese abbacchiandosi un po’, Edmundo perde completamente la testa.

La situazione è di assoluta emergenza, e in una fase delicatissima della stagione. Edmundo! tienici a galla e dacci i punti chiave per uno storico tricolore! Ehm, non andrà proprio così. Una volta tornato dalle vacanze “l’animale” sembra lievemente più attratto da ciò che ha ritrovato in patria. Va beh dai! Anche al 50% può risolvere la partita.

Con l’Udinese sono tutti fuori. Niente Batistuta, niente Oliveira e persino Esposito espulso. Vai Edmundo! Leva le castagne dal fuoco! Eh…peccato che Edmundo non c’è. A pochi giorni dal suo rientro in Italia dopo le vacanze, è già ripartito alla volta del Brasile. In quel momento sta probabilmente “giocando” la sua personalissima partita con qualche simpatica signorina del Carnevale di Rio. La Fiorentina è forte, ma la figa è imbattibile.

In attacco ci va il terzino Serena e i Viola perdono. Alla fine del Campionato saranno terzi. Edmundo, per sua gioia, farà ritorno al Vasco da Gama. Poteva essere un eroe del Rinascimento, ma sarà per sempre il Grinch che rubò il Natale al Franchi.

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