Facendo fatica a cento all’ora. Il viaggio di Bomber Verdi

Dopo Davide Di Gennaro, un altro italiano trova la tanto agognata consacrazione in serie A. Alla corte di Donadoni ha trovato il suo posto al sole Bomber Simone Verdi.

Solo pochi giorni fa abbiamo ripercorso la strada verso l’affermazione di Davide di Gennaro (articolo qui). Un italiano di talento che ha fortemente inseguito un posto importante nella massima serie, e l’ha trovato in Sardegna una volta pronto.

Quasi a farlo apposta, questi sono anche i giorni della consacrazione di un ragazzo che, come Di Gennaro, ha vissuto una lunga militanza nelle giovanili del Milan. Questo giovane pavese ha fin dall’inizio mostrato un’agilità e una velocità fuori dal comune. Il corpo forse troppo minuto l’ha invece sempre esposto ai dubbi di chi non lo vedeva come un potenziale grande calciatore professionista.

Il Milan, invece, lo ha fatto debuttare ancora minorenne salvo poi, con in rosa Ibra, Robinho, Pato e Ronaldinho, girarlo quasi subito in B al Torino. Qui e poi alla Juve Stabia il gol non è arrivato, così come l’esplosione. Simone Verdi, è lui il protagonista della nostra storia, sembra a questo punto destinato a un percorso tortuoso, come quello di tanti giovani italiani alla ricerca, spesso vana, di fiducia e conferme.

All’Empoli passa due stagioni e mezzo, segnando 5 gol nella serie cadetta e, finalmente, marcando il suo primo centro in serie A nel 2014, a ventidue anni. A Empoli, pur non trovando la via della rete, ha imparato a stare bene in campo, a offrire un’alternativa tattica alle sue doti di veloce attaccante. Ha giocato più indietro, mostrando la capacità di spezzare il ritmo anche in mezzo al campo, agendo da raccordo di estrema qualità tra i reparti.

L’avventura nella Liga, la scorsa estate, non è stata esaltante. Simone cercava evidentemente una nuova esperienza, ma la scarsa competitività dell’Eibar non ha certo aiutato il suo inserimento. Dopo sei mesi di alti e bassi, la decisione di tornare in Serie A per sposare la causa dello scricchiolante Carpi. Già pronto, forse, a ripartire dalla categoria inferiore con il club emiliano, Simone ha trovato l’improvvisa illuminazione. Svolta rappresentata da ciò che sempre ha inseguito, con voglia e velocità, e mai raggiunto prima: i gol.

Sono 3 in 9 partite nei sei mesi di Carpi. Reti che non hanno portato alla salvezza dei biancorossi, ma alla chiamata da parte di un Club storico e ambizioso a pochi chilometri di distanza. Il resto è cronaca delle ultime settimane. Simone Verdi con il Bologna ha trovato nelle prime cinque gare titolarità, centralità e gol. Con la pesante “9” sulle spalle è diventato l’inafferabile folletto dei rossoblu, capace di spaccare le difese in proprio o al servizio dei compagni d’attacco.

I gol sono bellissimi tra l’altro. Contro il Napoli un tracciante incredibile da oltre 30 metri, alla faccia delle gambe gracili. Con il Cagliari una punizione telecomandata, nuova freccia nel suo arco. L’ultimo, in volée spettacolare a punire la Sampdoria, ha tolto ogni dubbio. Simone Verdi vuole il posto che gli spetta per quanto ha sudato, magari anche in maglia azzurra.

Ah, e il viaggio è stato lungo ma il ragazzo ha ancora 24 anni. Forza Bomber Verdi! Gli italiani migliorano col tempo, come un buon vino della tua terra.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy