Bomber story: Quando i gabbiani…Cantona il poeta.

21 anni fa Eric Cantona convocava una conferenza stampa per rispondere alle polemiche in seguito al suo celebre karate-kick ai danni di un tifoso. Ne uscirà uno dei momenti bomberistici più intensi di sempre.

Ci sono personaggi che hanno scritto la storia della comunicazione sportiva con performance complesse e illuminanti. Pensiamo ai grandi sillogismi aristotelici di Trapattoni, per di più decantati in differenti lingue, o al metodo socratico di Alberto Tomba, capace di buttare al cesso l’epicità di vittorie clamorose grazie a un accento impresentabile e a una dialettica tutta sua.

In moltissimi hanno contribuito ad alzare l’asticella dando libero sfogo al proprio istinto davanti ai microfoni. Nessuno però, e dico nessuno, ha saputo fare quanto Eric Cantona ormai 21 anni fa. L’arroganza, la genialità e, perfino, la poesia che sgorgavano dalle parole pronunciate nella conferenza stampa seguita al caso “karate-kick”, non saranno davvero mai eguagliabili.

A renderle inarrivabili contribuisce la serietà della faccenda. In piena guerra agli Hooligans il calcio inglese rimase allibito di fronte alla reazione plateale di Cantona. Un calcio, ce lo ricordiamo tutti, rifilato con stile perfetto e ignoranza incalcolabile.

Il contesto che anticipa le parole che oggi celebriamo è quindi tra i più difficili. Ma Cantona è intrattenitore e Bomber vero. Il francese è stato uno dei personaggi più controversi e sinceri della storia del calcio, incarnando la figura dell’eroe senza compromessi in un’epoca che cominciava ad abbracciare quelle logiche di mercato e immagine, che oggi annacquano la passione per il gioco più amato al mondo.

Ultimo poeta del calcio da Pub e da conti regolati sul campo, Eric Cantona ci regala la bomberata del secolo. Dopo aver appreso della squalifica di 9 mesi dai campi, convoca una conferenza stampa. I media, nel frattempo, sono scatenati e tartassano senza sosta lui e i suoi comportamenti.

Finalmente, penseranno i giornalisti, avremo la possibilità di distruggerlo pubblicamente. Cantona sarà alla berlina dei reporter che già lo stanno incalzando.

Niente di più lontano dalla realtà. Eric Cantona non è propriamente solo un calciatore. Eric è attore, provocatore, artista, poeta, attaccabrighe, leader, milgior giocatore dello United del secolo per i tifosi e tanto tanto altro.

Ciò che avvenne in conferenza fu subito leggenda:

“Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano verranno gettate in mare delle sardine.”

Pronunciate queste uniche e straordinarie parole, Cantona si alza, ringrazia e se ne va.

I gabbiani sono i giornalisti e lui una sardina? Lui è il peschereccio che dà da mangiare agli sciacalli della stampa? Ha preso tutti per il culo? Era più ubriaco di Oddo dopo la finale di Berlino?

Non lo sapremo mai. Ci resta l’epicità di un momento irripetibile. In tanti oggi stuzzicano stampa e televisioni con interventi provocatori. Cantona, però, resta Cantona. Eroe solitario romanticamente alle prese con un mondo che stava cambiando.

 

 

 

 

 

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