Cassano: “Ero sesso-dipendente. Che stupido sono stato”

Antonio Cassano confessa ad AS la sua sesso-dipendenza ed il suo vizio per il cibo ai tempi di Madrid. Ammette di aver sprecato la grande opportunità nella squadra dei Galacticos.

Antonio Cassano si confessa al giornale As e racconta il suo periodo buio a livello professionale nel Real Madrid.

“Arrivai a Madrid dopo un periodo difficile a Roma. Mancai di rispetto a Totti che mi aveva ospitato sei mesi a casa sua. Per via di quello screzio non ci parlammo per due anni”. Rapporto ricomposto e la stima di Cassano per l’uomo e il calciatore Totti non è mai più mancata.

Antonio ricorda l’arrivo a Madrid: “Pesavo 93 chili, ero sopra di 10 chili rispetto al mio peso forma. Già di mio tendo ad ingrassare, ai tempi avevo 22 anni e mangiavo qualsiasi cosa: pasta, pane, dolci, prosciutto. Ora non potrei più farlo…”. Ma anche all’arrivo a Genova pesava tanto, 95 chili. “Nel marzo scorso in una settimana di montagna da mio suocero presi 7/8 chili.” 

Antonio fa mea culpa: “Ero un pazzo. Già a Roma, una sera rubai le chiavi di Trigoria e tornai a casa alle sei di mattina. Era la vigilia di un Roma-Juventus. Feci una partita straordinaria: segnai due gol e provocai un rigore. Pensai che certe cose mi facevano giocare meglio…era un errore”. Infine Cassano ammette la sua sesso-dipendenza nel periodo dei Galacticos: “A Madrid arrivai con la ragazza, ma già dopo due mesi… Giravano donne in ritiro e io pagavo una persona perché mi portasse da mangiare in camera. Peccato, quella era la squadra dei Galattici: c’erano Zidane, Ronaldo, Raul. Non ho mai pensato alla grande opportunità che avevo avuto…”.

Sulla lite con Capello: “Non litigammo per la mia imitazione ma perché una volta mi fece scaldare inutilmente 45 minuti. Venimmo alle mani ma aveva ragione lui. E’ stato l’allenatore che ha tirato fuori il meglio di me.”

 

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