Che peccato Ricky!

Non era stato scelto, pur in una Nazionale non tecnicissima, per partecipare al Mondiale di casa. La chiamata per la Coppa America del centenario era l’occasione per il giusto saluto alla Selecao.

L’ultima grande manifestazione con il Brasile per Ricardo Kakà resterà con ogni probabilità lo sfortunato Mondiale Sudafricano. Competizione che, per problemi al ginocchio, Ricky ha potuto giocare solamente con l’aiuto d’infiltrazioni.

Lo avevamo poi visto coinvolto e presentissimo in occasione della prima partita del Mondiale casalingo dove, accompagnato dal figlio Luca, aveva fatto sentire il suo calore ai tesissimi connazionali. Per nulla risentito dalla mancata chiamata, con il sorriso e la partecipazione del grande sportivo.

Anche per questo, oltre che per la straordinaria carriera, dispiace non poterlo vedere nella Copa America del centenario. Sarebbe stato il giusto tributo alla sua avventura in verdeoro, celebrato per di più nel suo nuovo paese d’adozione.

Un guaio muscolare lo ha fermato aprendo così il momento dei bilanci. Kakà ha vissuto più di un decennio della storia della Nazionale brasiliana esordendo subito col botto. Fece parte, infatti, dei 23 campioni del mondo in Corea e Giappone nel 2002. Nel suo momento migliore, però, è mancato qualcosa.

Nei Mondiali in Germania il Brasile si presentava con Kakà e Ronaldinho al top, in compagnia di un Ronaldo all’ultimo samba. Una squadra potenzialmente senza eguali cedette troppo presto, ai quarti di finale, contro la Francia.

Rimane per Ricky un certo amaro in bocca nella sua avventura con la Selecao. Le prestazioni più memorabili sono arrivate in Confederations Cup, vetrina prestigiosa ma non certo l’appuntamento più importante. L’istantanea più bella è invece il coast to coast assolutamente esaltante a superare tutta l’Argentina, Messi in primis, in occasione di un’amichevole londinese.

Mancherà dunque il grande ultimo ballo con la Nazionale per uno dei più straordinari campioni degli anni duemila. I ricordi e le emozioni, per moltissimi in Brasile come in Italia, sono però tanti e tali da farci perdonare il fato per questo tiro mancino.

 

 

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