Chiamarsi Alessandria…ma farsi chiamare Grigi

La storia e gli aneddoti più interessanti dei Grigi dell’Alessandria, che stasera si giocano il sogno della finale di Coppa Italia, Tim Cup, contro il Milan a San Siro.

Fateci caso e scoprirete che l’Alessandria è l’unica squadra che viene sempre identificata solo col colore della maglia perchè, per tutti, l’Alessandria sono i Grigi.

Chi ci ha giocato, dice di aver giocato nei Grigi e la gente, per strada, in città si chiede “cos’han fatto i Grigi?” oppure “dove giocano i Grigi?”. E cos’hanno scritto i media dopo le grandi vittorie di Tim Cup? “I Grigi fanno festa a Palermo”, “La Nord genoana applaude i Grigi”. Una maglia unica nella sua originalità con una storia che sa di leggenda perchè il calcio alessandrino è nella storia del calcio italiano, coi suoi maestri come l’inglese Smith e Augusto Rangone e ancora Carlo Carcano e fior di talenti straordinari.

Se tutti concordano nel datare al 1912, il 18 febbraio, per la precisione, l’anno di nascita della società, in realtà è certo che ad Alessandria si giocasse a calcio ben prima. In questi anni, sono fioriti studi e ricerche sulla storia Grigia, con la scoperta di fatti e personaggi carichi di fascino e suggestione. Molte di queste notizie, con le relative splendide immagini, sono confluite nel museo virtuale dell’Alessandria. Stiamo parlando di www.museogrigio.it, il sito che l’associazione omonima ha allestito in questi anni, con un certosino e straordinario lavoro di recupero che ha pochi esempi in Italia. Lì c’è la storia Grigia nei giorni di luce e in quelli bui, nelle delusioni e nei momenti epici con immagini che riassumono passi fondamentali della storia del calcio alessandrino e nazionale.

Alessandria è stata davvero una delle tante culle del calcio italiano, basti pensare alla mitologia creatasi attorno la famoso Quadrilatero, formato da Casale, Vercelli, Novara e Alessandria, appunto. Non a caso, negli anni 20 si parlava di scuola alessandrina per identificare strategie tecniche e metodologie d’allenamento che erano diventate cultura. In quegli anni crescono in maglia Grigia alcuni tra i talenti più importanti dell’epoca, da Ferrari (8 scudetti vinti in carriera con tre maglie diverse, campione del mondo nel 34 e nel 38, inventore della Scuola per allenatori di Coverciano e selezionatore della Nazionale) a Baloncieri, da Banchero a Cattaneo, da Banchero a Bertolini. L’epopea Grigia raggiunge il massimo splendore nel 1927 con la vittoria nella Coppa CONI, torneo di consolazione per le escluse dal girone finale della Divisione Nazionale. Negli anni seguenti, la società riesce a mantenere comunque un posto di rilevo nel panorama calcistico italiano, pur vedendosi impoverita via dai suoi talenti più importanti, attratti dalle sirene delle grandi società metropolitane, già potentissime all’epoca. E in quegli anni nasce l’immagine dell’Orso Grigio, inventata dal giornalista torinese Carlo Bergoglio che aveva “animalizzato” tutte le squadre di serie A (il toro per il Torino, la zebra per la Juve, il grifone per il Genoa) e aveva individuato per i Grigi proprio l’orso, riferendosi, forse, al fare sornione del plantigrado che si muove lento e circospetto per poi sferrare la zampata, analogamente ai Grigi di quegli anni, sul proverbiale fango del loro campo di gioco.

Da quell’epoca, la società conosce le prime vere difficoltà e comincia una lunga serie di saliscendi tra le categorie, con l’ultima serie che arriva nel 1957. In quel periodo, esordisce in Grigio Gianni Rivera. Giovanissimo, non ancora sedicenne (ci volle un’autorizzazione speciale per farlo giocare), esile eppure già dotato di una classe straordinaria, Rivera è il primo italiano ad avere vinto il Pallone d’Oro. Dopo aver sfiorato la promozione in B nel 2011 con Maurizio Sarri in panchina, il presente dei Grigi, in C unica da due anni, è legato a campionati di livello nella loro categoria e alle grandi recenti affermazioni in Tim Cup che sanno di record e di impresa con il nome della società che ha fatto il giro del mondo. Ventimila tifosi hanno già accompagnato la squadra nella semifinale d’andata all’Olimpico di Torino e un altro esodo si attende per martedì a s. Siro, dove la squadra torna nel ricordo di un epico spareggio per la serie vinto col Brescia nel 1957.

Altre curiosità:

I Grigi hanno vinto due gare contro le milanesi, negli anni bisestili, proprio il 29 febbraio: nel 1920, Alessandria-Milan 2-0 e nel 1948, Alessandria-Inter 1-0.

 

Articolo di: Gigi Poggio

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