CHIAMATEMI BOMBER – “La fobia di De La Cruz”

Continuano le perle direttamente dal libro di Bobo Vieri. Nei capitoli riguardanti il suo periodo in azzurro, il Bobo nazionale ripercorre la vigilia dell’esordio al Mondiale di Corea e Giappone del 2002.

L’esordio contro l’Ecuador non fece dormire sonni tranquilli all’allora c.t. della Nazionale Trap: “Ragazzi questa la giochiamo a 4. Dobbiamo togliere spazio ad un loro giocatore molto importante”.

Bobo incredulo si chiede: “Ma come? Abbiamo sempre schierato la difesa a tre, Cannavaro, Nesta e Maldini sono un muro per chiunque. Chi sarà mai questo fenomeno che ci costringe a cambiar pelle? E’ un segno di insicurezza secondo me, e così lo pensa gran parte della squadra (…..) e allora cosa faremmo se di fronte avessimo il Brasile di Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo? Mi aspetto ovviamente che questo fenomeno dell’Ecuador sia un attaccante, il classico bomber sudamericano che nessuno conosce ma che fa numeri da circo. Poi scopro che si tratta di tale De la Cruz, terzino destro di spinta… Ok, lasciamo stare”

Bobo conclude: “Discorso chiuso già nel primo tempo: faccio doppietta (…..) De La Cruz? Non pervenuto! Chi cazzo era De La Cruz per mettere in ansia il ct dell’Italia…Boh”.

 

Aneddoto particolare anche quello pre-Corea. L’Italia intera chiede al Trap il tridente. Lui la accontenta, ma non come desidera Bobo… “La notte prima della partita Trapattoni viene nella mia stanza e mi dice: <<Assieme a te giocano Del Piero e Totti , anche se Pippo è il più in forma di tutti.>> Io lo guardo stranito: <<Scusa, ma allora perché non lo metti in campo?>>. E lui: <<Ormai ho già dato la formazione ai giornalisti>>. Non ci credo: ma che cazzo gliene frega dei giornalisti? Ci stiamo giocando la vita, dentro o fuori, metti in campo il meglio, no?”

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