Curre curre guagliò!

Se a 25 anni giochi a Teramo, in Lega Pro, ma hai il cuore di un leone e la fame di un ingordo, sai che devi correre senza fermarti. E Gianluca Lapadula lo fa, metro dopo metro.

Non può che essere il personaggio del momento, Gianluca Lapadula. Le storie di classe operaia che va in Paradiso sono diffuse nello sport, e la sua è tra le più confortanti. Dà conforto a tutti i giovani “bombardati” da modelli che, almeno in apparenza, raggiungono ogni traguardo facilmente, senza sudare o dover imparare nulla.

Nato a Torino da padre pugliese e madre peruviana, Gianluca ha la lotta e lo spirito d’adattamento nel sangue. Il suo percorso nelle giovanili della Juventus dice dei suoi talenti, ma la strada per la gloria sarà tutto fuorché lineare.

A 22 anni San Siro è solo un miraggio, quando segna 24 reti con il San Marino nella seconda Divisione di Lega Pro (ex C2). E non si avvicina di certo quando a 23 finisce a giocare in Slovenia con il Gorica.

L’anno successivo il Bomber torna in Lega Pro con il Teramo. Da qui parte la corsa senza freni verso la Serie A. I suoi 48 gol abruzzesi in due anni tra Teramo e Pescara in Serie B, ci portano alla cronaca degli ultimi giorni.

Al Milan comincia come “annunciato bidone” non giocando praticamente mai nemmeno nelle amichevoli estive. Se sei Lapadula non hai scuse. Anche un guaio fisico che ti porta a non essere in forma sin da subito, non serve a costruirti un alibi credibile. Gianluca lo sa, nessuno gli regalerà niente. Negli studi televisivi nessuno spenderà parole di stima o garantirà per la tua qualità. Devi solo abbassar la testa e correre, correre a perdifiato come da quando hai cominciato a scalare le categorie a suon di gol, scatti e pressing.

Ed è questo che salta subito all’occhio quando finalmente comincia la propria avventura in Serie A e in rossonero. Molti tifosi milanisti avranno esclamato vedendolo: “ma è un attaccante o un mediano? corre che sembra Gattuso!”.

Eh sì, Lapadula è così. Per lui l’espressione “mangiarsi l’erba” non è solo gergale. Sembra un pugile; mai un passo indietro, la guardia sempre alta e lo sguardo di fuoco. All’inizio si fa apprezzare per questo. Corre, corre e non si ferma mai. Salta, spinge e lotta come un ossesso. Non sarà un raffinato finalizzatore, ma sembra efficace.

Dopo aver anche incassato la prima convocazione in Nazionale, il 9 rossonero sta ora mostrando un’altra sua peculiarità. Proprio com’era per Gattuso, correndo non si stanca ma trova nuova energia. Così ora stanno arrivando anche i gol, d’istinto e forza, oltre che con buona tecnica. Una tecnica che non è piovuta dal cielo ma, come tutto nella sua carriera, è cresciuta con l’esperienza di chilometri e chilometri spesi a lottare su ogni tipo di campo e palcoscenico.

Insomma Gianluca, ora anche noi ti celebriamo. Tu però sai bene cosa devi fare. Curre curre guagliò!

 

 

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