“SE FAMO TRE VENGO SOTTO ‘A CURVA” – La lunga corsa di Carletto

Sono passati 14 anni da uno dei momenti indimenticabili della storia della Serie A.

Era il 30 settembre 2001 e il Brescia di Carletto Mazzone perdeva in casa 1-3 contro gli acerrimi rivali di Bergamo, l’Atalanta. Mazzone, uomo tutto d’un pezzo, uomo di valori che oggi definiremmo “d’altri tempi” era nervoso in panchina. Si mordeva le labbra, stringeva i pugni, girava avanti indietro. Sì stava perdendo tre a uno in casa e questo sarebbe stata un’ottima spiegazione del suo stato d’animo. Ma c’era di più. Mazzone era stato letteralmente preso di mira dai tifosi ospiti fin dal primo minuto. Quei lord appena usciti da un esame di lettere antiche a Cambridge che gli intonavano: “Mazzone tu sei un figlio di p******”.

No Carletto non ci vedeva più. La mamma non si tocca e lui, uomo d’altri tempi, non ci stava.

Nel suo Brescia giocava, quello considerato dai più, il calciatore italiano più forte di tutti i tempi. O comunque uno dei più forti e dei più amati. Roberto Baggio, numero 10, immancabile codino e fascia di capitano. Un tipetto che non è mai andato troppo d’accordo con gli allenatori. Se provate a chiedergli l’unico della carriera che lo abbia capito e stimato, la risposta sarebbe scontata: Mazzone.

Ci piace pensare che Roby si sia immedesimato nello stato d’animo del suo mister e che a quel punto decise di risollevare da solo le sorti della partita. Ci piace pensare che Roby abbia capito la sofferenza di Mazzone e si sia impegnato più del 100% di sé stesso per ribaltare quel risultato.

Baggio trascinò la squadra. Un altro gol per accorciare le distanze (segnò già il primo nel primo tempo). Al secondo gol del Divin Codino, Mazzone con tutto l’orgoglio che aveva in corpo, si girò a mo’ di sfida verso la curva atalantina e fece una promessa urlata: “Se famo tre, vengo sotto ‘a curva…”.

Infine il terzo sigillo di Baggio: una punizione velenosa che attraversò l’area e fece mancare il respiro per alcuni secondi a Mazzone e a tutti i bresciani. La palla finì nell’angolino opposto. Rete, la terza rete di Baggio. Il gol del 3-3.

Il resto è storia e pure le dichiarazioni di Mazzone lo saranno: “Per sdrammatizzare, dico sempre che ho un altro fratello cattivo…”

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