Dario Hubner: gol, grappa e sigarette.

Come si fa a non amare il bisonte di Muggia? Dario Hubner, detto anche Tatanka, classe 1967, 300 gol in carriera, l’unico insieme ad Igor Protti ad essere stato nominato capocannoniere in seria A, B e C. Tutto questo dovrebbe bastare. Ma per tutti i calciofili, Dario Hubner non è solo la punta che ti faceva vincere le partite al fantacalcio.

E’ la rappresentazione di un calcio lontano da quello che è diventato oggi, tutto tatuaggi, leccate di mucca sui capelli e macchinoni.

Hubner era ed è un lavoratore: dopo 10 ore di lavoro il suo unico pensiero per anni è stato buttare dentro in qualche modo quel maledetto pallone.

Sul campo era grande, grosso e sgraziato, proprio come un bisonte. Ma terribilmente concreto.

Adesso che la sua carriera da Bomber è terminata, Hubner non sta certo con le mani in mano, d’altronde non lo ha mai fatto neanche da ragazzo. L’orto da coltivare, il bar del cognato da portare avanti, qualche esperienza da allenatore,… sempre con quella genuinità che solo lui riesce a trasmettere.

Si potrebbe scrivere un libro sugli aneddoti della carriera del Tatanka, ma vogliamo proporvi questo video e un episodio raccontato da Carlo Ancelotti.

“Era Maggio del 2002, e Dario Hubner fù preso in prestito dal A.C. Milan per la Tournée in America. Ricordo un aneddoto, che successe contro l’Ecuador… Finì il primo tempo, e al rientro negli spogliatoi, mi accingo a parlare con i ragazzi, (da notare che tutti i big erano con le varie Nazionali, a prepararsi per il Mondiale del 2002) cerco Hubner, e non lo trovo. Chiedo agli altri: che fine ha fatto Dario?… Abbiati mi fa: Mister è dietro il bagno. Aprii la porta, e vidi che stava fumando una Marlboro è vicino aveva una piccola lattina di birra,che si era portato dall’albergo. Gli dissi: ma Dario, che fai? Ti stai giocando una conferma nel Milan, e vieni a fumare e bere negli spogliatoi? Come lo giochi il secondo tempo?… Lui mi guardò ed in tutta tranquillità disse: Mister, sinceramente è una vita che faccio questo, e se non lo faccio non riesco a rendere al meglio. Per quanto riguarda il Milan, son venuto solamente per la pubblicità in modo che posso allungare la carriera di altri 2-3… A quest’ora ero al mio paese a prendere un po di fresco. Terza cosa: la vuole una sigaretta?… A quella frase tutto lo spogliatoio, cominció a ridere, ed anche io mi feci una bella risata… Era così Dario, genuino al massimo. Pensava solo a star bene con se stesso.”

“Se Hübner avesse fatto una vita da atleta, senza grappa e sigarette, sarebbe stato il calciatore italiano più forte di tutti i tempi”. Gino Corioni

Fonte video: CTRL magazine

 

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