Delitto e castigo. Il ritorno di Simone Zaza

Il rigore con la Germania, l’amaro addio alla Juve, e il flop al West Ham. Sembrava la fine di un giovane incostante talento italiano, ma la rinascita spagnola è possibile.

Le partite, i campionati o le coppe, e perfino intere carriere sono fatte e scandite dai momenti. La gloria è costruita su anni di lavoro, sacrifici, e quotidiani ostacoli da superare, volti però a cogliere il prezioso frutto in singole catartiche occasioni.

Questo senso del momento, Simone Zaza sembra non averlo ancora saputo coltivare. Pur avendo in dote una straordinaria “macchina di calcio”, con fisico, tecnica, e istinti da grande attaccante, quando c’è stato da consacrarsi ha inconsciamente preferito nascondersi dietro a giovanili limiti.

Che dopo anni di gavetta, al momento d’imporsi nel grande calcio con Sassuolo prima, e Juventus poi abbia cercato di costruirsi l’immagine del bad boy, ce ne siamo accorti tutti. E quanto questo sia stato controproducente è parso altrettanto evidente.

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Forse lasciare Torino è stato un errore, forse no. In bianconero c’è stato un solo anno, segnando anche un decisivo gol per lo Scudetto con il Napoli. La panchina però gli ha fatto un po’ paura, pensando che appena tre anni prima era dovuto scendere in Lega Pro per trovare il suo spazio.

C’è comunque chi pensa che dietro al successivo trasferimento al West Ham, negli ultimi giorni della sessione di mercato estiva del 2016, ci sia una “fuga” dall’Italia in seguito al famigerato rigore con la Germania a Euro 2016. Finora, a conti fatti, la sua vera grande occasione.

Gli eroi negativi di quella lotteria Pellè e Zaza, fino ad allora in rampa di lancio a livello internazionale, escono quasi completamente di scena dopo quel decisivo “momento”. Il primo accetta i fragorosi soldi cinesi, il secondo si perde dietro al suo “personaggio” nella difficile Premier League.

Sembra un altro grande talento evaporato dagli eventi, quello di Simone. Da gennaio, però, sta provando a giocarsi il rilancio in Spagna. I primi sei mesi al Valencia hanno convinto il Club a riscattarlo dalla Juve, ancora proprietaria del cartellino. E queste prime giornate della nuova Liga stanno restituendo al calcio italiano un ragazzo convinto e affamato.

Valencia CF v Real Madrid CF - La Liga

Le sue solite intemperanze e debolezze, va detto, non lo hanno abbandonato del tutto. In questo avvio di campionato Zaza ha segnato un gol e saltato solo il derby con il Levante per scelta tecnica dell’allenatore Marcelino. A fronte di questa normale dinamica di squadra, l’attaccante ha fatto montare un vero e proprio caso.

Prima si è fatto notare per il riscaldamento pre-partita svolto in solitaria, poi per il mancato saluto ai tifosi al termine della gara. Come se non bastasse, la popolare blogger e fidanzata Chiara Biasi ha rincarato la dose sui social con nemmeno troppo velate accuse rivolte al neo allenatore del Valencia. Quanta fatica per farsi del male.

L’allenatore però, tra i più capaci di Spagna, ha saputo passarci sopra. E con il Malaga, battuto ieri per 5 a 0, ha regalato a Simone la possibilità di costruirsi il “momento” che tanto aspettava. Un momento incisivo, per superare finalmente l’immagine di quella incomprensibile rincorsa di fronte a Neuer.

Tre gol in 8 minuti sono tanto strani, questa volta nel bene, quanto quell’episodio. Ora puoi lasciartelo alle spalle Simone, a patto di ricordarti alla prossima occasione della fatica che hai fatto per tornare in sella. È proprio così che si diventa grandi, anche nel calcio.

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