Drunk Football, dov’è la novità?

In Norvegia, forse perché si annoiavano parecchio o forse perché dovevano trovare un nuovo modo di combattere il freddo, hanno “inventato” questa disciplina che, se avessero fatto un giro nelle categorie minori del calcio italiano, avrebbero scoperto esistere già da tempo, ma senza bisogno di darle un nome.

Se il tasso alcolemico del portiere o dell’attaccante scende sotto a 1 g/L il gol non è valido. L’unica regola in più del cosiddetto “Drunk Football” rispetto al calcio che tutti conosciamo è questa. Ci si trova a bere negli spogliatoi prima della partita e si ripete il tutto ad ogni interruzione del gioco.

I ragazzi Norvegesi che l’hanno “inventato” e messo online su YouTube, probabilmente, pensano di aver inventato qualcosa di rivoluzionario, evidentemente non sanno cosa voglia dire giocare dalla seconda categoria agli amatori in Italia. Lì il “Drunk Football” è un dogma, ma nessuno si è mai sognato di dare un nome alla disciplina: erano tutti troppo impegnati a bere e non vomitare in campo.

 

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