El Chino, genio silenzioso

Probabilmente il calciatore più geniale e vincente di cui sentite parlare pochissimo. In tanti si lamentano dello scarso credito, paragonato al talento e al rendimento ovviamente, che riceve un campione come Iniesta. Il Barcellona, però, è sempre sulla bocca di tutti e di Don Andres, in fondo, si dice e si è detto tanto.

Nella Generaciòn de Oro del calcio spagnolo, le gemme più preziose arrivano dal centrocampo. La più pura, io credo, sia proprio il calciatore di cui voglio parlarvi: el Chino David Silva. Non c’è tattica in lui, non c’è sistema e non c’è esperienza. Da quando è piovuto sui campi di calcio è una fonte di genio che sgorga ininterrotta, e pare ci sia nato sul prato verde. Se per molti, soprattutto nel gioco di oggi, traspare la fatica del gesto, per David scorre tutto leggero e senza fatica. Uno per cui non vale la pena scomodare trofei e risultati, quando si vuole descriverne le doti.

Visto però che, in fin dei conti,  i risultati li guardano tutti, facciamolo anche noi. Due volte Campione d’Europa e una del Mondo con la Spagna, della quale è fulcro da quasi dieci anni. Centralità ancor più evidente se guardiamo ai successi con il Manchester City. Gli Inglesi nel 2010, dopo l’avvento degli sceicchi, avranno pensato di cominciare a rifondare con un “buon” giocatore come Silva, in attesa dei veri botti negli anni a seguire. La verità è che David è ancora il più forte, anche se si mostra poco e parla ancora meno.

UEFA Champions League: Valencia v Inter Milan

il Chino è estremamente concreto dunque, è vero. Il Bomber, tuttavia, meglio degli altri può e vuole apprezzare in termini di estetica il profilo di un giocatore. E in termini di estetica Silva non lo batte nessuno. Condivide estro, soprannome e arma prediletta, il sinistro, con il sempre idolatrato Alvaro Recoba. Tuttavia, per me, Il suo modo di incedere e la sua compattezza fisica lo rendono, palla al piede, un’ideale fusione tra lo stesso Iniesta e Manuel Rui Costa. Grazie al baricentro basso hai l’impressione che non la perda mai, come il manchego, ma al contempo veleggia a testa alta, imprevedibile e capace di cambi di direzione e velocità repentini, come la leggenda portoghese.

Compie 30 anni domani, ma sembra sempre quel ragazzino schivo, appena uscito dalle giovanili e pronto a sorprendere. Di lui colpisce quell’atteggiamento Zen, di pace interiore tipica della cultura orientale. Sarà perché la madre è di origine giapponese, e gli ha dato anche quei tratti somatici esotici che stanno poi all’origine del suo soprannome “ispanico”. In Inghilterra, invece, lo chiamano the Wizard; il mago.

Il suo essere “magico”, David lo ha mostrato nell’evoluzione del proprio gioco e, soprattutto, della propria carriera. Se il suo corpo gracile ed elastico è cucito alla perfezione per le caratteristiche della Liga, dove è cresciuto tra le fila del Valencia, non pare di certo adatto alla ruvidità e fisicità del calcio inglese.

Questo però dovreste dirglielo al Chino. Perché lui, serafico e distaccato come un samurai, se ne frega e continua a veleggiare tranquillo tra i bellicosi e chiassosi avversari. Un uomo in missione, senza le luci della ribalta, ma con una classe senza eguali.

E poi risolve il cubo di Rubik in 16 passaggi…lo sapevate? Mago!

Manchester City v Sunderland - Premier League

 

 

 

 

 

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