FIGA TIME ESTATE: La “suerca” del video di Despacito

La piaga della nostra estate ha anche un lato decisamente positivo. Per il “simpatico” brano è stato girato un video. E in codesto video c’è una Dea.

La Dea più bella di questo 2017? No, non è l’Atalanta del Papu Gomez, ma la protagonista del video di Despacito. L’ennesimo brano dal ritmo latino che sta decisamente mettendo a dura prova la tenuta delle sacche scrotali di milioni d’italiani da ormai qualche settimana.

I più sfortunati se la beccano in radio, nei centri commerciali, in palestra, per la strada, dal cellulare della 13enne seduta accanto in treno… in pratica, un vero e proprio stillicidio di attributi maschili.

Questa è stata anche la mia lotta quotidiana fino a quando ho scoperto che all’interno del video ufficiale della canzone, compariva una statuaria figura dalla bellezza paradisiaca. Una di quelle femmine del Caribe capaci di inchiodarti sul posto, anche se (come è capitato a me) ti trovi nel fetido bar di una stazione alle 11 di sera.

Lei non è una donna qualsiasi, ma Zuleyka Rivera. Niente popò di meno che Miss Universo 2006. Se ai tempi del concorso era una scintillante e candida fanciulla, oggi è un ordigno nucleare d’infinita portata. Giusto una punta sensuale, nel video si muove felpata per le strade di San Juan come un felino appena sveglio.

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La canzone si sente ovunque, e va bene, ma ci sarà pur un motivo se su Youtube il video ha raggiunto ormai i 2 miliardi di visualizzazioni. Non ho scritto male, la gente è completamente fuori.

Fortunatamente però, Fonsi Nieto o come si chiama il cantante, ci ha voluto omaggiare con questo regalo. Ben conscio del fatto che, soprattutto in Europa, della canzone avrebbero abusato milioni di ragazze/donne con il senso del ritmo di Moris Carrozieri, infestando ogni spazio a loro disposizione.

E allora mettiamo una “suerca” imperiale, così che anche il maschio distrutto dal caldo e dai tormenti estivi possa provare un minimo piacere all’ascolto dell’ormai inconfondibile giro di chitarra che da vita al tormentone. Da oggi, come nel celebre esperimento sul riflesso condizionato dei cani di Pavlov, ogni qualvolta sentirò le tedianti note penserò alle sacre terga di Zuleyka. E il mondo sarà meno duro, anche davanti a un Icaro freddo dell’Autogrill.

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