Gioventù sgasata. Odegaard e Mastour, dove siete?

Non è oro tutto quel che è “giovane”. Alcuni baby-fenomeni rischiano di essere presto bollati come “bluff” o “meteore”. Per esempio…che fine hanno fatto Odegaard e Mastour?

Il nuovo piace sempre, affascina e ci riempie di speranze. Per questo, ogni qualvolta arriva una nuova collega in ufficio, ci divertiamo a fantasticare, immaginandola per come non è e sorvolando su alcuni difetti o inestetismi ben visibili.

Quando poi, dopo qualche mese, l’effetto della “novità” si spegne, emergono di colpo e tutti insieme quegli aspetti negativi che non avevamo voluto osservare prima. Insomma, la nuova collega è un toporagno.

La stessa cosa avviene per i calciatori. E nel calcio, molto spesso, al termine “nuovo” va associato quello di “giovane”. La parabola del bianconero Kean, primo “millenian” della nostra Serie A, ha per esempio goduto di una copertura mediatica decisamente sproporzionata. Sarà un 2000, certo, ma aspettiamo che faccia qualcosa prima d’incensarlo, soprattutto per non caricarlo di eccessiva pressione.

Anche perché di baby-fenomeni super tecnici, ne abbiamo già sentito parlare negli ultimi anni. Di due in particolare, che facevano numeri da Play Station sul campo, e ora rischiano di farli solo alla Playstation, come tanti coetanei. Sono Hachim Mastour e Martin Odegaard. Sulla ribalta con Milan e Real Madrid, disintegratori di record di precocità, e oggi, ancora teenager, a forte rischio di finire nel dimenticatoio.

Te li mostrano a 15 anni, che sono funambolici, accattivanti, mediaticamente perfetti e più forti dei loro pari età. Poi ti svegli una mattina e scopri che, a 18 anni, non hanno praticamente nessuna presenza tra i professionisti, quando Locatelli o Renato Sanches, prima nell’anonimato, sono alla regia di Milan e Bayern Monaco.

Cosa succede? Succede che gli sponsor scelgono i testimonial, ma non possono decidere come cresceranno in campo. Succede che Odegaard potrà anche essere il miglior talento norvegese della sua generazione, ma questo non fa di lui uno da Real. Oppure succede che a palleggiare e dribblare nello stretto sei un fenomeno, ma il campo è grande e devi coprirlo tutto senza mai fermarti, e stare sempre in partita. E allora Mastour diventa il più “telegenico” dei 15enni classe ’98, ma uno dei più anonimi 18enni classe ’98.

Ora, qualcuno potrà dire che hanno ancora tutto il tempo del mondo dalla loro. Ma con questo ritornello, lo sappiamo, abbiamo finito per smarrire uno dei talenti davvero più importanti della sua generazione (ogni riferimento a Mario Balotelli è puramente voluto).

Entrambi ora militano nell’Eredivisie. Mastour è già da un anno (complicato) in prestito allo Zwolle, mentre Odegaard è appena approdato con la stessa formula all’Heerenven. E chi lo sa; tra qualche settimana potranno anche incontrarsi, icone mediatiche a sgomitare per trovare spazio tra tanti “signor nessuno”. Si guarderanno negli occhi e diranno: “Ah! Ma tu sei quello di Youtube!”.

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