Gli anni d’Oro del grande Real

Nostalgici a parte, nessuno ha ormai più dubbi. Quello di Ronaldo, Ramos e compagni è il miglior Real Madrid della storia. Equilibrio, forza e talento al potere.

Quando un Club leggendario come il Real Madrid va a riscrivere il libro dei record per la recente storia del calcio, la tentazione di fare confronti con il passato non può che emergere.

La casa dei Blancos è l’Europa. I madrileni hanno segnato indelebilmente, nella seconda meta degli anni ’50, la nascita della competizione continentale moderna più importante, vincendo le prime 5 edizioni. Sono poi tornati in auge a cavallo dei due millenni vincendo tre edizioni di Champions dal 1997 al 2002.

Poi una caterva di fenomeni, campioni, ottimi o straordinari giocatori, hanno condito l’esistenza di quel che può essere senza dubbio definito come il Club più influente del calcio mondiale. In questo contesto storico dobbiamo inserire il Real che, per comodità e logica, chiameremo “dell’era Ronaldo”.

Dal 2011 il Madrid non è mai uscito dal novero delle prime quattro d’Europa. Ha vinto tre delle ultime quattro edizioni della Champions, diventando la prima squadra ad aggiudicarsi due edizioni in fila da quando, nel 1992, la competizione ha assunto nome e formula nuovi.

I numeri, se contati, già lo portano avanti rispetto ai Blancos del ’97-’02 e, se ponderati, anche a quelli leggendari di di Di Stefano, Puskas, Guento e compagni. Troppi successi in fila, troppi numeri e forza profusi. Questo Real, sigillando la propria superiorità con la Finale stravinta e facilmente gestita ai danni della Juventus, ha posto la pietra definitiva sull’assunto.

Risulta persino impietoso il confronto con i Galacticos della prima gestione Perez, assemblati un decennio abbondante fa. La squadra che dal 2004 vide la presenza simultanea di Roberto Carlos, Zidane, Ronaldo, Figo, Beckham, Raul e Owen, fu una polveriera ingestibile, sempre al limite tra grande formazione e pane per i rotocalchi.

Con il ritorno alla presidenza nel 2009, Florentino aeva voluto adottare più o meno la stessa linea. Nella sua prima campagna acquisti arrivano insieme tanti campioni. Su tutti Ronaldo, Kakà e Benzema. La strategia di Perez resta criticabile, tanto che il brasiliano prima e James in tempi più recenti, hanno rappresentato dei flop parecchio costosi. Lo strapotere del Real, e una gestione più oculata, hanno però permesso di costruire in questi anni anche una cerniera di qualità e forza impareggiabile. Sergio Ramos, Isco, Di Maria, Kroos, Modric, Casemiro, Marcelo, Bale, Varane…

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Una sequenza infinita di illuminati del gioco, che hanno reso il Real un gruppo straordinariamente completo ed equilibrato. In tutto questo, come se non bastasse, c’è anche la rivalutazione del settore giovanile, che vede in Morata, Vazquez, Asensio e Carvajal i fiori all’occhiello di Valdebebas. Un po’ diversi rispetto ai quasi impresentabili Pavon, Borja e Raul Bravo degli anni Galacticos.

Questo Real è dunque, con tutta probabilità, il migliore della storia. Poi c’è Ronaldo. Cristiano Ronaldo è senza dispute il più grande giocatore della storia del Real Madrid. Quei 94 milioni non sono stati un azzardo, ma un investimento perfino contenuto rispetto alla caratura del personaggio.

Numeri, successi, continuità e influenza sul Club lo mettono al di sopra di ogni altro. Se non siete persuasi, ecco una statistica:

Gli attaccanti e icone del Madrid Raul e Alfredo Di Stefano, hanno segnato rispettivamente 323 reti in 741 partite e 307 in 396 apparizioni. Cristiano in “bianco” ne ha segnati 406 con 394 gare disputate. Decisamente meglio rispetto anche ai folli numeri della leggenderia “saeta rubia” argentina, dai più messo sul podio dei migliori calciatori di ogni epoca, e attivo in un momento storico nel quale si segnava decisamente di più. Ah, e Di Stefano adorava Cristiano Ronaldo.

Non c’è davvero nostalgia dunque, o gelosie che tengano. A confermarlo è lo stesso Raul: “Penso che questa sia la migliore squadra della storia di Madrid” ha confessato nel post partita di Cardiff lo storico numero 7. E se lo dice lui…

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