Hurri-Kane: “L’altro” working class hero

Jamie Vardy non è l’unico working class hero della Premier. Davanti a lui nella classifica cannonieri c’è il suo giovane alter ego del Tottenham: Harry “the Hurri-Kane” Kane.

Nella Premier degli sceicchi e delle international stars si sta insinuando con sempre maggior forza un altro giovane suddito della Regina oltre al fenomeno Vardy. Già il viso non mente, potrebbe perfettamente essere un nipote della suddetta sovrana, e non lo fanno nemmeno il profilo fisico e tecnico.

Harry Kane è inglese al 100%. Corre, contrasta, sgomita e segna come nella miglior tradizione degli attaccanti britannici. Non fosse per i quasi 190 cm di statura e una struttura comunque molto differente, ricorderebbe il Wayne Rooney dei tempi belli. Questo paragone è tanto difficile da sostenere quanto dolce da immaginare se visto con gli occhi di un allenatore.

Perché il ragazzo degli Spurs mette in campo la stessa attitudine dello “scouser” dei Red Devils. Pur molto giovane non ha mai mostrato nessuna difficoltà nel trasferire la propria personalità sul campo. Da non dimenticare ovviamente il feeling con il gol. Kane è una seconda punta di sacrificio e movimento, ma vede la porta con continuità ed è capace di centrarla in tanti modi diversi.

A differenza di Wazza il suo esordio nei Pro non è da predestinato. Harry si fa le ossa nelle categorie inferiori inglesi, come invece l’alter-ego del Leicester, lasciando però immediatamente un segnale preciso. Questo ragazzo è già pronto per i palcoscenici più ambiti. Si muove e incide da giocatore vero.

Il Tottenham decide, anche deluso dal flop di acquisti internazionali, di riportarlo alla base (Kane è cresciuto nell’academy degli Spurs) due anni fa. Quest’anno la definitiva esplosione. Harry gioca sempre e in qualsiasi posizione (in Europa League, l’anno scorso, è finito persino in porta in seguito all’espulsione di Lloris). Nella passata stagione ha messo a segno 21 gol in Premier, mentre quest’anno è già a quota 22. Non fosse, ancora una volta, per l’exploit di Vardy e dei Foxes parleremmo del padrone assoluto del campionato inglese. Campionato che, a tutti gli effetti, sta vivendo un anno ai limiti del romanticismo calcistico più sfrenato.

Il football britannico sogna, visto anche il suo curriculum nelle nazionali giovanili e nelle prime uscite con quella maggiore, e si prepara a incoronarlo con luminosissimi riflettori e pesanti pressioni. Questa è in fondo la storia dei suoi predecessori. Pensiamo allo stesso Rooney, a Theo Walcott o, guardando più indietro, ai Reds Fowler e Owen.

La Premier e il calcio internazionale sono molto competitivi e tendono a masticare senza pietà e scrupoli i calciatori che non mantengono le belle promesse o vivacchiano senza continuità. Anche per questo non sappiamo come andrà a Harry, che ancora viaggia in sordina, nonostante i numeri galattici, e non è investito definitivamente quale uomo copertina del football.

Sappiamo però che The HurriKane è un working class player e a prematuri pensieri di gloria preferisce di certo una sgroppata sul biliardo del White Hart Lane. Proprio come il “sosia” Jamie al King Power Stadium. Ah! Agli europei li vedremo insieme. Consigliamo ai difensori avversari di munirsi di qualche polmone di scorta.

 

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