I Cubs e l’orgasmo da gloria sportiva. Cosa c’è di più bello?

Gli americani fanno tutto in grande, si sa. Anche l’astinenza da godimento sportivo non fa eccezione. I tifosi dei Chicago Cubs hanno dovuto aspettare 108 anni per “stapparsi”. Immaginiamo la goduria!

68 anni di astinenza contro 108. Praticamente due vergini che si contendono con il lancio di una moneta una copula con la Canalis. Questi erano i Cleveland Indians e i Chicago Cubs fino a ieri sera. Due posti nelle World Series di Baseball, ma uno solo disponibile per “stapparsi” dopo decenni di sfighe e perculate.

Questo sentimento vagamente romantico, ma estremamente sfigato, era stato descritto nel best seller di Nick Hornby, Fever Pitch. Quella era la storia del giovane Paul, innamorato da sempre dell’Arsenal ma limitato nella propria crescita personale, proprio dagli insuccessi dei Gunners. Tutto si “stappa” magicamente nel rocambolesco finale con la rimonta dei biancorossi sul Liverpool, per un titolo atteso diciotto anni che, magicamente, ridà luce a tutto il mondo del protagonista.

Bene, in pieno stile americano, questo è accaduto in pochi istanti, nella notte italiana, per milioni di tifosi dei Chicago Cubs. Nonni, figli, nipoti, bisnipoti…intere generazioni che, all’unisono, hanno potuto provare un’emozione senza filtri, senza età e senza tempo.

Quello straniamento che non si riesce a spiegare con la logica. Chi non è parte del processo non ne capisce il meccanismo. Chi da sempre ha legato la propria vita allo sport (meglio di tanti altri vizi, credo) e a un Club, si lascia semplicemente andare, vivendo alcuni tra gli attimi più intensi.

E poi lo sport ci mantiene giovani. Cosa può portare un nonno e un nipotino a provare la stessa identica sensazione di gioia, se non una fede condivisa e trasmessa da generazioni. Guardate le immagini del video e capirete meglio cosa intendo. Anche lo storico tifoso e Acchiappafantasmi Bill Murray non riesce a mantenere la tipica espressione strafottente, ma tradisce un’espressione d’incredulità assoluta.

Complimenti dunque ai Cubs e un in bocca al lupo a tutti quei tifosi che vivono una “maledizione” sportiva.

La goduria dello “stapparsi” sarà ancora più irrefrenabile.

 

 

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