Il baronetto Joachim e quella maledetta “curiosità”

Il sosia tedesco di Tom Cruise. L’allenatore guru della nuova generazione d’oro teutonica. Lancia talenti giovani, fa giocare benissimo la sua squadra e vince. C’è solo un piccolo problema…

Nessuno è perfetto, e questo si sa. Anche il dipinto più riuscito può soffrire di una sbavatura. Alle volte questi”difetti” elevano l’opera. Altre, come in questo caso, creano più di un fastidio.

Joachim Low, allenatore di straordinario talento della Nazionale tedesca, si avvicina molto alla perfezione nel suo ruolo. Può fregiarsi del titolo di campione del Mondo, ha contribuito più di chiunque altro alla crescita dei giovani talenti del movimento tedesco e, soprattutto, ha creato una squadra capace di vincere, come spesso accade ai tedeschi, e proporre un gran gioco. Corsa, sacrificio ma, in più, possesso palla, verticalità e grande ritmo.

Dalla sua Joachim avrebbe anche l’immagine. Vagamente somigliante a Tom Cruise, deve il più delle volte confrontarsi con selezionatori attempati e fuori forma, al cospetto dei quali ovviamente non sfigura.

Un tecnico illuminato, atletico, apprezzato da tutti per il proprio lavoro e per la piena dedizione alla Federazione, che serve dal 2004. Che personaggio positivo, senza macchia, dal bel portamento…

Ecco, ci sarebbe una magagna. Roba da poco eh! Semplicemente, per sua stessa ammissione, quando sente la pressione per la partita, il baronetto Joachim si caccia le dita dappertutto. Non pago poi, si bea degli aromi e delle spezie guadagnati nelle sue esplorazioni. Non potevo essere più fine.

La situazione, in questo Europeo, sta però leggermente sfuggendo di mano. Se nelle precedenti manifestazioni Low aveva limitato i suoi “ravanamenti” a mucose e ghiandole poste nella parte superiore del corpo, ora è sceso sotto l’equatore; lato anteriore e posteriore.

Stasera si gioca un delicatissimo Germania-Polonia, match dalle forti tensioni. Ora, le zone da esplorare dovrebbero essere terminate. Io, per sicurezza, nei panni del regista non indugerei troppo su di lui a inizio partita. Sarebbe anche ora di cena, per diamine.

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