Il Crotone nel pallone. Una salvezza “Cult”

Mercato quasi inesistente, ironia diffusa, e zero speranze alla fine del girone d’andata. Questa salvezza del Crotone ricorda davvero quella “cinematografica” della Longobarda.

Nel 1984 il calcio non era “spiato” e passato ai raggi X come quello di oggi, e perfino una leggera commedia (“L’allenatore nel pallone” diretto da Sergio Martino) ebbe la forza di spiegare, in modo scanzonato, come potesse essere il primo viaggio di una piccola provinciale all’interno del complesso meccanismo del calcio di serie A.

Il budget risicatissimo, un mercato quasi inesistente, i rapporti con i grandi Club, e l’ironia di parecchi. L’approccio con la massima serie per il Crotone ha ricordato, per certi versi, l’epopea dell’immaginaria Longobarda di Borlotti e Canà.

Una rosa che non è da subito sembrata all’altezza della categoria per profondità, qualità e nomi. Uno stadio che all’inizio non può ospitare le partite casalinghe dei rossoblu, e poi viene in fretta e furia “ristrutturato” per regalare alla città la prime storiche sfide ai grandi Club. Anche se la tribuna preferita resta sempre un’altra…

                    

In questo scenario comincia la non facile avventura del Club calabrese nel calcio dei grandi. E come per la Longobarda, dopo una genuina emozione iniziale, arriva il duro scontro con la realtà. Il girone d’andata parla chiaro: 9 punti in 19 partite, e quasi entrambi i piedi già a gennaio in serie B.

Come nei film però, o come in questa più dolce realtà, nel 2017 la squadra comincia a ingranare e, oltre alla grinta sempre mostrata, comincia a macinare punti. Il Crotone non è come quel famigerato Ancona del 2003. In rosa non ci sono vecchie figurine, ma giovani di belle speranze, e promesse non mantenute in cerca di riscatto.

Tra queste troviamo i difensori classe 1992 Gian Marco Ferrari e Federico Ceccherini, colonne centrali della rimonta. Ci sono poi a centrocampo l’esperienza del tecnico Stoian e il talento dell’atteso Crisetig, classe 93 di proprietà del Bologna.

Per fare punti pesanti, però, ci vuole il Bomber. E l’Aristoteles di Crotone è senza dubbio Falcinelli, con 13 gol segnati e una storica doppietta per affondare l’Inter allo Scida. La stagione di Diego, lo proietta direttamente nell’Olimpo del Bomberismo, proprio come il romanzesco attaccante brasiliano interpretato da Urs Althaus.

La figura più importante sta comunque al timone. Trattandosi di cronaca e non di commedia, l’allenatore in questione non ha accento e gag alla Linone Banfi, ma lo sguardo serio e l’umiltà di Davide Nicola. Da giocatore è stato un ruvido difensore della serie cadetta, e nel suo fare non trovano spazio troppe leggerezze.

La fiducia e il lavoro rivolti da Nicola ai propri giocatori hanno costruito un girone di ritorno da 25 punti. Con una rosa dal valore complessivo stimato in circa 25 milioni, un vero e proprio miracolo.

Pur senza rocamboleschi viaggi in Brasile, macumbe nei confronti di Zico o improbabili tentativi di combine con Picchio de Sisti, il film della stagione 2016/2017 dei calabresi resta comunque un “Cult”.

Mi avete preso per un Crotone… siete degli eroi!

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