Il dito della discordia

L’argomento più discusso in questo momento nel panorama del calcio europeo . Il dito di Vardy rivolto all’arbitro Moss dopo l’espulsione rischia di spezzare il sogno Leicester?

Un gesto apparentemente semplice e naturale. Di certo pericoloso se mostrato all’arbitro ma, fuor di retorica, abbastanza comprensibile. Rischia di ruotare, in funzione di pochi concitati secondi nella gara con il West Ham, la stagione del Leicester di Ranieri. In particolare per un dito agitato.

La squadra d’Europa, in tutto il continente si fa il tifo per loro, ha perso in pochi secondi parte di quella trance miracolosa che accompagnava ogni loro partita. Il rigore del pareggio trasformato sul filo di lana da Ulloa ha ridato una scossa all’ambiente, ma l’occasione dell’allungo decisivo è sembrata comunque subito sfumata.

Cos’è successo? Sull’uno a zero per i Foxes, a inizio ripresa, viene fischiata una simulazione in area a Jamie Vardy. Lo stesso Vardy aveva nel primo tempo portato avanti il Leicester con il suo ventiduesimo centro stagionale. Alla simulazione corrisponde, da regolamento, il giallo, che è il secondo, e porta all’espulsione dell’attaccante.

E proprio in quel momento sorge il problema. L’espulsione è arrivata e il successivo turno di squalifica è immediato. Il buon Jamie però, che di certo non è propriamente un “pettinato”, non ci sta e sfoga la sua rabbia nei confronti dell’ arbitro Moss.

Qualche dolce parola, verosimilmente, e di sicuro quel dito agitato in faccia. Al danno immediato ora potrebbe seguire un effetto domino letale. Se Moss decidesse di giudicare quella di Vardy come condotta violenta, il rischio è di non rivederlo in campo fino all’ultima giornata.

Vardy non è un semplice giocatore del Leicester. Dei 59 gol della squadra il numero 9 ne ha fatti quasi la metà, giocando finora in tutte le partite della stagione. Senza di lui, con il fiato degli Spurs sul collo, il rischio di blackout o “braccino del tennista” è decisamente possibile.

La domanda è questa. Al di là di ogni giudizio o polemica sulla condotta arbitrale che di certo non ci compete e che dovremmo abbandonare sempre più anche in Italia, merita il Leicester City di vedere la sua impresa messa a rischio per un episodio del genere? Certamente no.

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