Il folle e ricchissimo baby-mercato del calcio

Il 14enne Xavi Simons si prepara a entrare nella scuderia Raiola. Tra sanzioni ai Club, pressioni, speculazioni e ricatti, la condizione del calcio giovanile preoccupa sempre più. Si può ancora salvarlo?

La notizia è trapelata un paio di giorni fa e, data la notorietà del personaggio coinvolto, ha destato un certo scalpore. Parliamo del blitz nella celebre Masìa, sede del pluridecorato settore giovanile del Barcellona, da parte di Mino Raiola.

Cosa può fare l’agente di alcuni tra i calciatori più pagati al mondo nel centro di formazione blaugrana, che ospita solo ragazzi giovanissimi ancor lontani dalle cifre e dalle luci del calcio professionistico?

Qualcuno lo definirebbe scouting. Altri, certamente meno persuasi dalle versioni ufficiali, lo potrebbero definire “pressing”. Fatto sta che, come ben testimoniano le cronache, questa è la nuova strada nel mondo del calcio.

Il solerte Minone è sbarcato nella capitale catalana per assicurarsi la procura del giovanissimo (14 anni) talento olandese Xavi Simons. Il ragazzino, già celebre grazie ad alcuni video su Youtube immortalanti le sue gesta, si distingue per una chioma riccia molto simile a quella dello storico Pibe colombiano Valderrama e per la già grande personalità con la quale dirige il centrocampo degli Allievi del Barça.

simons

Insomma, un ragazzino minuto e ancora piuttosto esile che potrebbe finire a fare tutt’altro nella vita, è già braccato da agenti, direttori sportivi e altri faccendieri del pallone. E questo accade perché l’età rispetto alla quale i giovani giocatori cominciano ad acquisire valore si è drasticamente abbassata, mentre i regolamenti di tutela rispetto alle leggi sul lavoro minorile applicati al calcio sembrano a volte arginabili, e forse non più adeguati.

I trasferimenti internazionali di calciatori minorenni sono controllati e avallati dagli organi della FIFA. I Club possono poi sottoscrivere contratti pluriennali con i ragazzi solo a partire dai 14 anni, vincolandoli fino ai 19. Ed è proprio in questa finestra di transizione di 5 anni che si scatena la guerra tra Club e agenti.  Pensiamo ai casi simili, pur con differente epilogo, di Pogba e Donnarumma.

Il francese si liberò 19enne a zero dallo United, per firmare alla Juve il primo vero contratto da professionista. Il 18enne Donnarumma aveva deciso di percorrere la stessa strada, liberandosi dal Milan nell’estate 2018. Sappiamo poi com’è finita. Due tira e molla identici, e lo stesso regista. Mino Raiola appunto.

pogbajr

Ma quella del mercato giovanile è anche una guerra tra Club. Il Le Havre, titolare a 16 anni del contratto dello stesso Pogba, denunciò alla FIFA proprio lo United, accusandolo di aver convinto la famiglia di Paul a trasferirsi in Inghilterra per una cifra vicina alle 90mila sterline. Comportamento ovviamente irregolare.

In Spagna poi Barcellona e Atletico Madrid si sono visti bloccare il mercato in entrata per due sessioni (pesantissima limitazione) a causa proprio d’irregolarità nel tesseramento di calciatori minorenni. Le recenti valutazioni faraoniche di talenti appena maggiorenni come Dembélé e Mbappé non hanno fatto altro che inasprire in tutta Europa la battaglia ad accaparrarsi (non sempre in modo pulito) le preferenze di migliaia di potenziali crack milionari (e in primo luogo ragazzini) e delle loro famiglie.

kara

E l’età, come dicevamo, si abbassa davvero sempre più. Insieme a Xavi Simons c’è un altro 14enne in forza al Celtic che sta scatenando la bagarre tra i più grandi Club d’Europa. I suoi primi passi nel calcio, parliamo del teenager scozzese Karamoko Dembélé, hanno avuto persino più risonanza rispetto alle vicende dei campioni più affermati.

No, c’è decisamente qualcosa che non va. Il rischio, oltre a quello di creare un vero e proprio giro di speculazioni milionario, è di distruggere definitivamente l’integrità e il ruolo del calcio giovanile, inquinando la crescita di migliaia di ragazzi in tutto il mondo.

Che il calcio non fosse più solo un gioco lo avevamo capito. Nella vita, come nel gioco, ci sono però regole e limiti che è necessario non superare.

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