Joel “Oh! s’è fatto male” Veltman. Uno sportivo d’altri tempi

Furbo o scorretto? Di sicuro, avesse fatto una “sparata” del genere sul campo sbagliato, ora Joel Veltman racconterebbe il fatto con un numero dispari e basso di denti.

Esistono parecchie correnti di pensiero rispetto all’interruzione del gioco in caso di uomo a terra. In Italia, per esempio, è sempre stata tacitamente accettata la norma che prevede di buttar fuori il pallone in quasi ogni circostanza.

Completamente diversa è la visione anglosassone che, mutuando probabilmente dal Rugby, non trova nessuna necessità di fermare un’azione a meno di condizioni gravi e di emergenza per l’infortunato.

In ogni campionato poi, esiste un’interpretazione diversa. Alle volte chi non butta fuori la palla è inseguito per la mutilazione, altrove è semplicemente oggetto di qualche timido mugugno.

Non c’è invece dubbio su come si possa reagire a un comportamento come quello di Veltman dell’Ajax. Di “gnorri” ne è piena la storia del calcio. Di quei giocatori cioè, che hanno fatto finta di non vedere l’avversario fermarsi e hanno depositato in rete. Luiz Adriano, per esempio,  in una gara di Champions contro il Nordsaelland, ai tempi dello Shaktar, finse di non capire che andava restituito il pallone agli avversari, e filò come una scheggia verso la rete, suscitando l’alterazione dell’intero, seppur freddo, stadio.

Furbate, bastardate e ok, si può criticare tutto. Veltman no. Lui non poteva essere criticato, ma solamente percosso con rabbia. Perché Veltman (lo vedete nel video), nel corso del match di Eredivisie con lo Sparta Rotterdam di domenica, vede il compagno accusare un dolore e finire a terra, finge di preoccuparsi e invita l’avversario a non pressarlo. Quando quest’ultimo desiste, parte da infame sulla fascia e crossa (una schifezza) in mezzo.

Dove riposa la salma di Veltman chiederete voi? E invece no, perché gli avversari (santi o lobotomizzati) non hanno avuto la minima reazione, incassando anche il sorrisino idiota dell’aspirante suicida. Proviamo a vedere con un’analisi scientifica cosa sarebbe potuto accadere al furbetto olandese in altri luoghi della terra meno clementi:

Marsiglia: appeso come segnavento alla nuova copertura del Velodrome.

Belgrado: adattato a “tester” di fumogeni col culo.

Campo di 3rd Division Inglese: eletto nuovo pallone del campionato.

Buenos Aires: preso a calci volanti fortissimo da tutta la Bombonera, o dal solo ex Boca Rolando Schiavi (che poi è più o meno uguale)

Campo di terza categoria calabrese: R.I.P.

 

 

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