Karim the Dream. L’incubo “segreto” di acciughina

Dopo l’euforia per la conquista della Coppa Italia, la Juve torna con la testa al sogno Cardiff. C’è chi pensa all’ex Zidane, e chi al fenomeno CR7. Nessuno però, sembra pensare a lui…

A Torino deve ancora arrivare il Crotone, ma il pensiero di Agnelli, “Hawk eye” Marotta, e “acciughina” Allegri non può che volare a Cardiff. Per i tifosi bianconeri, ne abbiamo già parlato (LEGGI QUI), il primo grande ostacolo sarà trovare biglietto e alloggio in Galles, senza finire nella lista “donatori organi” del mercato nero.

Gli addetti ai lavori, invece, pensano già ai blancos, negli ultimi tre anni matadores assoluti della competizione. Qualcuno si aggrappa al precedente della semifinale del 2015, giocato in doppio confronto, e chiuso dai bianconeri con il pass per Berlino al termine della battaglia del Bernabeu.

Qualcun’altro, più allarmato, pensa al predestinato Zidane, al talismano Sergio Ramos (leggermente più incisivo di Padoin), alla fame atavica di gloria e titoli di Cristiano o, ultimamente, a Marcelo. Il laterale brasiliano, infatti, potrebbe mettere in seria difficoltà (sul piano difensivo soprattutto) il connazionale Dani Alves, vero e proprio protagonista della consacrazione europea juventina (Anche di lui abbiamo già parlato LEGGI QUI).

Nessuno però, sembra porre la giusta attenzione su un fenomeno assoluto del calcio internazionale. Ormai maturo (meno fuori dal campo), fisicamente devastante e, per talento puro, baciato in fronte dal Dio del calcio. Al Lione, a neanche vent’anni, era già un’ira d’iddio. Un centravanti talmente completo, da far prevedere per lui un futuro da dominatore del calcio internazionale.

Dividere però dal 2009 lo spogliatoio con il cannibale Ronaldo, il campionato con l’extraterrestre Messi, e la generazione con entrambi, ne ha forse placato la crescita e certamente limitato l’eco internazionale. C’è poi quel carattere un po’ dark di Karim, che non lo ha mai fatto allontanare del tutto (quantomeno nell’anima) da quelle periferie nelle quali è cresciuto.

L’affaire Valbuena, che lo ha visto denunciare dal compagno di Nazionale con l’accusa di ricatto, dice molto sulla vita spesa tra luci e ombre del talentissimo francese.

Benzema ha sempre segnato e incantato. Sono 164 i gol in campionato tra Lione e Real, e 51 quelli complessivi in Champions League. Levando i numeri insensati dei due prima nominati, siamo davvero nella super elite.

E quando un potenziale del genere s’infiamma, sono guai per tutti. Quest’anno ha timbrato in entrambe le partite del Mondiale per Club, per 5 volte in Champions, ed è tornato al gol e alla titolarità nell’ultimo importantissimo recupero di Liga con il Celta. Gara che lo ha avvicinato di parecchio al suo secondo titolo spagnolo.

Nel frattempo, sul lato oscuro, prosegue la serrata battaglia mediatica con il CT Deschamps. Karim lo definisce “razzista” nelle sue scelte. Didier ribatte definendolo “penoso” per le sue esternazioni.

Non c’è niente da fare. Karim lo devi prendere così. Sornione ed evanescente, o “clamoroso” come in occasione di quel dribbling senza senso al Calderon con l’Atletico, in semifinale. Voglioso e concentrato, oppure perso nelle sue pazze questioni extra-campo.

karim

C’è anche un aneddoto che lo lega in qualche modo a Higuain, l’altro centravanti attesissimo al Millenium Stadium. Nel 2011, quando i due erano compagni al Real, Mourinho preferiva l’argentino al francese. Quando il Pipita rimase fuori per 4 mesi a causa di un’ernia al disco, il tecnico portoghese dichiarò: “Se non ho segugi, dovrò andare a caccia con i gatti. Non è lo stesso, ma dovrò farlo”.

Chiaro il riferimento a Benzema, non considerato da Mou un vero titolare. Da allora, a Madrid, Karim è per tutti El Gato. Alle volte è mansueto e se ne sta in disparte, quando però s’incazza sono guai seri. La Juve è avvertita.

 

 

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