La leva calcistica (irripetibile) della classe ’76

Con Francesco Totti si ritira l’ultimo straordinario esponente dell generazione del ’76. Un anno che ha dato alla nostra serie A campioni straordinari e uomini carismatici.

Il 1976 è un anno speciale per il calcio italiano e internazionale. In quei magici 365 giorni vennero al mondo alcuni dei più grandi calciatori ad aver calcato i nostri campi, e incantato il mondo intero. Non si tratta di semplici campioni (ogni anno ha i suoi grandi giocatori), ma di uomini dal carisma e dal profilo per certi versi irripetibile.

Insieme a Francesco, in un’aurea ultima settimana di quel magico settembre, sono nati Andriy Shevchenko e Ronaldo. Se non bastasse, dal 17 marzo al 23 giugno avevano già visto la luce Alessandro Nesta, Alvaro Recoba Clarence Seedorf, Emerson e Patrick Vieira.

I primi tre sono semplicemente i più forti attaccanti della serie A degli ultimi vent’anni. Il quarto è forse il miglior centrale puro della storia del nostro calcio. Gli altri, sempre a cavallo tra i novanta e i duemila, hanno dispensato a centrocampo (e in ogni altro ambito) una mole di talento, forza, spessore e personalità da influire con i gesti tecnici, l’esempio e i consigli, sulle carriere di chissà quanti giovani colleghi.

Scorrendo questa clamorosa lista di fenomeni viene da credere alle congiunzioni astrali. La grande serie A di quegli anni li ha visti dispensarci, senza soluzione di continuità, infinite domeniche di passione e appagamento estetico. Noi, ammirati, ringraziamo ancora.

Ah… nei primi giorni di quel 1976, per la precisione il 16 gennaio, nasceva a Pescina (provincia dell’Aquila) Domenico “Mimmo” Morfeo. Qui però si va sul divino; limitiamoci agli esseri umani.

morfeo

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