La notte che ci diede il Papu

Nella storia di questo giocatore di culto, c’è una notte che ha cambiato tutto. L’ha ricordata Lele Adani per far capire chi è, e da dove viene il Papu.

Sembrava quasi sentirsi personalmente coinvolto quando, nello studio post-partita dell’ultimo turno di Europa League, Lele Adani ha preso la parola per dire la sua sul Papu. In ballo c’era lo snobismo dell’ormai famigerato centrocampista del Lione Fekir, reo di aver altezzosamente ignorato l’argentino in conferenza stampa, dall’alto tra l’altro di non si sa quale pulpito.

In campo poi, con una punizione telecomandata, Gomez aveva fulminato Anthony Lopes, regalando uno storico e meritato pareggio all’Atalanta, e prendendosi la più classica delle rivincite su un provocatore decisamente arrogante.

L’amante ed esperto di futbol sudamericano Adani ha voluto quindi prendere la palla al balzo per ricordare a tutti la storia del Papu. In particolare l’ex difensore ha fatto riferimento a una partita: la finale di andata della Copa Sudamericana del 2007 tra i messicani dell’America e gli argentini dell’Arsenal de Sarandì, prima squadra di Gomez.

papu

Gara nella quale un folletto 19enne trascinò con una doppietta, poi rivelatasi decisiva, il Club di un sobborgo di Avellaneda alla conquista del secondo titolo più prestigioso del Sudamerica. Quella notte, oltre a regalargli le attenzioni continentali in virtù di una prestazione eccellente, sarà la svolta per la carriera del Papu. Talento cristallino incastonato in un corpo dalla muscolatura guizzante ed esplosiva, ma pur sempre limitato dai 165 cm di statura.

Tutto avviene nel secondo tempo. Prima il destro improvviso sull’assist sporco di un compagno per il 2 a 2, poi il beffardo pallonetto di testa su errore di un avversario per il gol vittoria. Il leggendario Azteca è ammutolito, e la carriera internazionale di Alejandro Dario Gomez da Buenos Aires, può cominciare. Da qui, due anni più tardi, si apriranno le porte del più prestigioso San Lorenzo. E nel 2010, dopo una stagione esaltante con i rossoblu di Papa Francesco, il Papu raggiungerà la succursale argentina del Catania di Lo Monaco, cominciando la propria personalissima storia d’amore con il calcio e il pubblico italiano.

Ci sarà nel mezzo la sfortunata, e oggi quasi dimenticata, parentesi ucraina con il Metalist del 2013. Ma il ritorno in Italia, di cui ha ottenuto anche il passaporto, lo renderà, a maturità raggiunta, un vero e proprio jolly di altissimo livello. A Bergamo è un’istituzione, e il gradimento nei suoi confronti si è allargato a tutte le longitudini della Penisola.

Il Papu Gomez però non è solamente un fortunato personaggio mediatico, ma un calciatore dall’ottimo talento e, soprattutto, un esempio di dedizione e sacrificio. Questo il senso e l’intenzione del monito di Adani, all’attenzione del prossimo avversario europeo della Dea che vorrà fare un po’ troppo il fenomeno.

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