La vera partita del Trap

Il Trap è la stessa essenza del calcio italiano. Sul finire di carriera ha deciso di provare esperienze all’estero, più per spinta personale che per ragioni tecniche. La sua vera sfida al calcio europeo fu però solo una: L’approdo al Bayern Monaco.

Di quanto sia Bomber il Trap non voglio nemmeno mettermi a discutere. Il suo repertorio di Bomberismo comprende prove attoriali, aforismi leggendari, rivisitazioni linguistiche e ragionamenti aristotelici.

E con sempre rinnovato orgoglio possiamo dire che il Trap è roba nostra. Molti giovani tecnici italiani cercano di adottare un profilo “internazionale” per non risultare troppo provinciali al cospetto dei critici di mezza Europa. Il Trap no. Lui è unico, inimitabile e incorruttibile. Se va in Irlanda, l’Irlanda diventa Cusano Milanino.

di questo ce ne accorgemmo soprattutto quando, a metà degli anni duemila, decise di diffondere il suo verbo in giro per il vecchio continente. Lisbona, Stoccarda, Salisburgo e la terra verde divennero palcoscenici irradiati dal talento unico dell’immarcescibile Giovannino, che alla soglia dei settantanni ti faceva tutto l’allenamento in tuta con i giocatori; che a filosofeggiare ti viene la voglia di invecchiare.

In queste avventure il Trap era però già un istituzione. Un totem itinerante che faceva capire come gira il mondo a tutti quei giocatori fighetti che cominciavano a proliferare in quegli anni.

Per il resto, nel cuore della sua carriera, il Trap è stato un prodotto italiano D.O.P., italiano per gli italiani. Ha allenato le grandi de nord, ha creduto nei sogni di gloria della Fiorentina e conquistato la Sardegna negli anni di Cagliari.

C’è solamente un’eccezione a questa epopea nel Bel Paese. Vale a dire i suoi anni al Bayern Monaco. Allora il Trap cercava, duro e puro, di portare il suo stile unico fuori dagli italici confini. Andò bene ma non benissimo. Un campionato, ovviamente, lo vinse. Il resto fu puro spettacolo.

Al Trap non frega niente della sintassi, del lessico e della grammatica. Se si incazza e ti vuole dire quanto sei fighetta, te lo dice. Per questo Basler, Scholl e il celeberrimo Strunz divennero i bersagli di una delle più insensate incazzature della storia dell’uomo.

Tra un “erano deboli come una vuoto bottiglia” e uno “Strunz, al contrario, uguale” l’ha spiegata ai tedeschi. Quella di stasera, dunque, è proprio la partita del Trap.

Allegri, di fronte a una sfida così difficile, dovrebbe motivare i suoi con queste storiche frasi…forse.

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