Le petit Diable, angelo dell’Atleti

Decisione a sorpresa per Antoine Griezmann. Il talento francese rifiuta lo United per restare all’Atletico, colpito dal blocco del mercato da parte della Fifa. E il suo procuratore…

Negli ultimi giorni due grandi del calcio inglese, Rooney e Terry, hanno restituito una speranza all’anima del pallone. Wayne, da ieri ufficialmente tornato nel suo Everton, e JT, ripartito dalla Championship, hanno dimostrato come nel calcio possano ancora avere la meglio stimoli differenti rispetto alla pura massimizzazione del profitto (per i calciatori rappresentata dalla costante ricerca dell’ingaggio più alto).

E un’altra picconata al muro del business duro e puro, la dà oggi uno dei più grandi campioni in circolazione. Parliamo del petit diable Antoine Griezmann. Indiscrezioni nemmeno troppo celate volevano il talento francese alla corte di Mourinho per la prossima stagione. Ipotesi questa fortemente battuta dall’agente del giocatore, e (a dirla tutta) decisamente gradita anche da Antoine.

In questi giorni, però, qualcosa è cambiato. Appena poche ore fa lo United ha ufficializzato l’acquisto di Romelu Lukaku per circa 100 milioni di euro. Un budget stratosferico che, fino a qualche giorno fa, sembrava dover essere destinato proprio per Griezmann.

Cos’è successo dunque? Semplicemente Antoine ha preso una decisione diversa. I ponti d’oro costruiti per lui dai Red devils hanno avuto un peso inferiore rispetto alla riconoscenza per l’Atletico Madrid, ora in difficoltà. Sì perché i Colchoneros, anche per la sessione estiva, non potranno operare sul mercato. Il TAS di Losanna ha infatti respinto il ricorso sulla sentenza che ha colpito gli spagnoli (con il blocco del mercato per 2 sessioni) in seguito alla vicenda del tesseramento irregolare di alcuni calciatori minorenni.

Niente acquisti dunque. Se qualcuno parte non potrà essere sostituito quantomeno fino al gennaio prossimo. Un’estate e una stagione, quella alle porte, decisamente complicate dunque per il popolo colchonero, certamente desideroso di inaugurare il nuovo stadio in un contesto differente.

E proprio in questo senso è intervenuto Griezmann, per l’occasione trasformatosi in “piccolo angelo” dell’Atletico di Madrid.

“Ho deciso di restare. l’Atletico ha bisogno di me ora più che mai, e mi sono sentito in dovere di continuare qui. Andarmene sarebbe stato scorretto. Lasciare il club in questo modo non sarebbe stato da me, io non sono fatto così.”

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Per tutta risposta il suo storico agente e scopritore Eric Olhats, evidentemente irritato da questo dietrofront, ha deciso di lasciarlo, parlando così all’Equipe: “Le recenti decisioni sull’immagine e sul futuro di Griezmann non sono compatibili con quelle che avevo in mente per il nostro rapporto professionale. Lo ringrazio per la fiducia che ha avuto in me durante tutti questi anni e gli auguro il meglio in questo nuovo capitolo della sua carriera.”

Una scelta di lealtà e riconoscenza che, coinvolgendo questa volta un Top player nel pieno della carriera, fa vacillare quei sinistri presagi che aleggiano da tempo sul gioco più amato del mondo. Può un folletto biondo di 26 anni in piena ascesa dire semplicemente “No” ai nuovi “padroni” del calcio (gli agenti), mandando in fumo un affare economicamente mastodontico per una presa di posizione e coscienza?

A quanto pare sì. Con buona pace di chi pensava non fosse più possibile.

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