Il povero Leno e la sua serata di “Oooohhhh, merdaaaa!”

L’usanza di apostrofare il portiere avversario al momento del rinvio è piuttosto diffusa nel nostro paese. Ecco, con il povero Bernd Leno la cosa è leggermente sfuggita di mano.

Non è una situazione simpatica, ma il portiere professionista ci si abitua subito. Ormai sa che, al momento di rinviare, potrà essere preso di mira dai tifosi avversari, pronti ad accompagnare la rincorsa e il calcio con una simpatica manifestazione canora d’affetto, tipo: “ooooooooohhhhhhhhh, merdaaa!”.

Il fastidio, come dicevamo, non è nemmeno tanto, se consideriamo il ridotto numero delle rimesse battute e degli abituali “coristi”. Questo quantomeno è ciò che avviene di solito. Un trattamento di “favore” è invece stato destinato all’impomatato Bernd Leno, portiere tedesco sostituto di Manuel Neuer nella giovane Germania che abbiamo affrontato ieri sera a San Siro.

L’incontro è amichevole e il clima certamente disteso. Si sa però che il pubblico della Nazionale è eterogeneo e piuttosto difficile da inquadrare. Qualche fischio per il non simpaticissimo Mueller, e qualche sfottò per gli avversari di tante battaglie (e vittorie) sono da mettere in conto.

L’atmosfera frizzante creata da due squadre giovani e senza troppi tatticismi, coinvolge il pubblico. In questo scenario tutto è pronto per le classiche espressioni italiche allo stadio. Ogni errore, che sia nostro o loro, è salutato da bordate di fischi o mugugni. Ogni pallone che finisce sugli spalti fa la fine del collo di Maurizio Costanzo: sparisce.

Non essendo poi organizzato per intonare cori più complessi (a parte il vecchissimo e scolastico “chi non salta…”), il popolo azzurro rispolvera una simpatica tradizione. Ovvero l'”oooohhhh” di suspense ad accompagnare la rincorsa di Leno, conclusa con un deciso “merdaaa!” quando il biondo portiere impatta il pallone.

Una classica accoglienza all’estremo difensore avversario per minarne l’autostima a inizio gara. La partita però prosegue e il pubblico appare divertito dalla cosa. E via allora di “oooooh, merda” e “oooooohhhh, merda!”. Poi Leno si prende qualche secondo per vedere la disposizione dei compagni e “ooooooooohhhhhhhhh”, più lungo, e “mmmeeeerda!”.

Fu così che da un momento all’altro, il povero incolpevole Bernd comincia a essere apostrofato a ogni suo tocco del pallone. Con la palla in gioco, sui retropassaggi, perfino sui rinvii con le mani o a gioco completamente fermo. Quando la palla finisce a Buffon tutti a urlare:”Gigiiii”, con l’ingresso di Donnarumma tutti a intonare: “Gigiooo”; quando finisce a Leno: “merdaaa”.

Chissà poi cosa avrà capito lui. “Ce l’avranno con la politica di austerity imposta dalla cancelliera Mer…kel!” avrà pensato. O forse, al 38esimo “merdaaa” e sullo 0 a 0 nel punteggio (semi cit.) avrà pensato di “prendere la vecchia”, alla Fantozzi.

Ah! va detto comunque che il tifoso italiano non è un semplice buzzurro, ma un fine stratega e psicologo. Guardate un po’ nel video come se l’è cavata, in un match di Bundes, l’irreprensibile Leno alle prese con un rinvio…

 

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