Lo strano rapporto dei Bomber con la lingua inglese

Solitamente ci si pente di aver preferito le impennate con il Booster al libro di inglese nei luoghi più impensabili. Magari quando si è lontani migliaia e migliaia di chilometri dalla scuola frequentata tra lacrime, sangue e note sul registro.

Sì, perché siamo tutti bravissimi a prenderci gioco di Walter Mazzarri, un allenatore di calcio incapace di pagarsi un corso di inglese degno di questo nome in vista dell’avventura al Watford. Ma quando ci ritroviamo soli, abbandonati dagli amici e al terzo long island, in una discoteca a Mallorca la musica cambia. E ci ricordiamo improvvisamente di quella prof di inglese, femminile come Seaman, che aveva tremendamente ragione quando ci riempiva di 4 nelle verifiche di grammatica.

«Hello!»

«Hi! What’s your name?»

«Eh??? I am Paolo. Italy»

L’alitata da gin a suggellare il primo contatto. La parola «Italy» a mettere subito in chiaro le cose. Con una ragazza di nazionalità sconosciuta che parla solo ed esclusivamente inglese. La sua pronuncia è perfetta nonostante l’orario, la vostra un po’ meno. Correte allora ai ripari gesticolando all’italiana come solo un allenatore in panchina sa fare per chiedere nome ed età. Si chiama Julia. Vi dice anche l’età ma decifrare quel twentyfour è troppo.

«What are you doing here Paolo?»

«Vacation, fun. And you?»

Fanculo alle regole della grammatica inglese. A cosa serviranno mai soggetto e verbo? Meglio puntare subito al sodo con il complemento oggetto sfruttando le poche parole che si ricordano, le parole più comuni e conosciute. Quelle che lasciano spazio al maggior numero di significati possibile. Per dire tutto e niente. Julia sorride, ma evidentemente ha la testa ben piantata sulle spalle. Spiaccicate qualche parola qua e là nel tentativo di guadagnare qualche minuto di recupero. Ma è tardi e le sue amiche la chiamano con forza.

«Paolo, I have to go. Nice to meet you, yuor English is very good»

«Sorry, I don’t understand. Vai via?»

Uno schiaffo anche più forte di un «è stata proprio una bella serata» senza nemmeno un mezzo limone. Naturalmente voi non realizzate subito la sottile vena ironica che si legge in quelle parole. Pensate di aver fatto un figurone e sperate di rivederla, questa volta per portare a casa il risultato, la sera successiva. La ritrovate per caso sulla spiaggia, davanti al più classico dei falò. Che limona duro, durissimo con un altro. E allora non vi resta che piangere, proprio come Mazzarri. Ma lacrime come si dirà in inglese?

Articolo di: Nicolò Premoli

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