Parlami di Bati…Bomber con evidenti meriti sportivi

Quando un Bomber compie gli anni è sempre sacrosanto fare gli auguri e celebrarlo. Ci sono quei Bomber che si sono distinti per la commovente ignoranza e genuinità. Ci sono Bomber che hanno sfruttato, senza ritegno, il proprio talento pallonaro per beccare tutto ciò che si muovesse su due belle gambe. Ci sono i Bomber che hanno amato tutti, e quelli entrati nel cuore solo di alcuni.

Il Bomber che celebriamo oggi appartiene a un’altra categoria. Un’elite della quale è persino difficile parlare con leggerezza. Campioni che hanno segnato con le proprie gesta ma, soprattutto, con la propria immagine lo scorrere di anni travolgenti per il nostro calcio e per la nostra vita.

La criniera selvaggia di Gabriel Omar Batistuta, immense volte agitata in una delle proverbiali “mitragliate” dopo un gran gol, è un’icona che attraversa due decenni di calcio italiano. Con le dovute proporzioni, la sua carriera nel nostro paese condivide alcuni tratti con quella dell’argentino più forte. Un’epopea lontana dai grandi Club del nord (escludendo il breve cammeo all’Inter) e passata a far sognare piazze bollenti con viscerale desiderio di grandezza.

Il Palmares non ci dice nemmeno l’un percento di quanto abbia fatto Batigol nel e per il nostro Campionato. Dei suoi ruggenti anni in Serie A, però, sappiamo tutto. Sembra giusto celebrarli, dunque, con le immagini della sua scatenata forza e del suo talento (nel video sopra).

Il compleanno è spesso il momento dei bilanci e delle retrospettive. Per capire la forza di un giocatore unico ci affidiamo quindi, paradossalmente, al ricordo di un tempo, quello dell’adolescenza, nel quale pareva tutto fuorché un predestinato. Il piccolo Gabriel giocava a pallacanestro e pallavolo a Reconquista. Tra i dieci e i quattordici anni questo era il suo fare sport. Più alto rispetto alla media dei compagni si dedicava alle due discipline, ignorando quasi completamente il calcio.

In gioventù, e sarebbe stato poi impossibile dirlo vedendolo letteralmente bruciare l’erba dei nostri campi, si distingueva per un leggero sovrappeso. Il suo primo nomignolo era appunto “El gordo”. Molto diverso dal Re Leone con il quale lo abbiamo riconosciuto anni più tardi.

Avvicinarsi al calcio a 16 anni, conosciuti come El gordo, solo per partecipare ai campionati intercollegiali della scuola, e diventare Batistuta. Evidentemente anche chi non crede nel destino deve, per forza di cose, arrendersi di fronte alla vocazione. Batigol, ancora nei suoi primi anni di calcio ad alto livello, soffre caratterialmente e fisicamente. La lontananza da casa e dagli affetti, compresa la storica moglie (al tempo fidanzata) Irina, rendono il suo “periodo argentino”, pieno di luci e ombre. Bielsa è il suo maestro, Passarella lo testa al River. In entrambi i casi qualche debolezza e i già citati problemi di sovrappeso, ne mineranno i primi passi del cammino.

Se sei speciale, però, è davvero difficile lasciarti per strada. E in Argentina c’è chi ha saputo veder lungo. Il giovane Gabriel avrà qualche difficoltà, ma il suo modo di attaccare la porta non lo insegni e non lo puoi nascondere. E il gol sarà la costante della sua intera vita. Sistemati gli  ingranaggi, a 21 anni è trascinatore al Boca, suo grande amore, e a 23 Campione d’America con la Nazionale argentina. Dall’estate del 1991 comincia a recitare il suo ruolo più riuscito; quello di moderno Lorenzo De’ Medici nel nuovo Rinascimento calcistico fiorentino.

Sarà capocannoniere ogni epoca per l’Albiceleste, per la Viola e tra i primissimi della Serie A. Come detto, vincerà pochissimo rispetto al suo talento.  Poco importa però. Perché per quanto ha significato per la città di Firenze e per quello che ha portato a Roma dopo i trent’anni, Batistuta è tra i primissimi centravanti della storia del calcio. Un suo gol trascende tabellini e bacheche, incarnando in pochi straordinari guizzi muscolari l’intera essenza del gioco. Dare tutto ciò che si ha, istinto come tecnica, per prevalere e imporsi con valore e fierezza.

Tanti auguri Gabriel, Bomber con evidentissimi meriti sportivi, per i tuoi 47 anni.

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