Robert Pires o (La strafottente eleganza)

Ne parliamo perché ha annunciato il ritiro ufficiale. A dire il vero aveva smesso col calcio che conta già da tempo. L’omaggio a uno dei talenti controversi della grande generazione francese, è comunque d’obbligo.

Ha fatto l’attaccante, il trequartista e l’esterno con licenza di stupire. Ha vinto tutto con la Nazionale e moltissimo con il Club inglese meno inglese della Premier. Ha costruito una carriera fantastica su un destro da cinema e un passo da impiegato delle poste.

Francese in tutto e per tutto Robert. Con quell’aria vagamente altezzosa e quel sorriso beffardo. Non credo abbia mai alzato le ginocchia sopra l’altezza del bacino o fatto un salto superiore al mezzo metro. Il suo incedere al contempo frenetico ed elegante, ne ha distinto il passaggio nell’olimpo dei grandi.

Mai a dire il vero troppo appariscente, Pires è stato tra i più fidi scudieri di Wenger. Una lacrimuccia il tecnico alsaziano la deve avere lasciata scappare, perché con lui e gli altri gunners dei primi 2000 arrivavano successi e record a ripetizione.

Se parliamo invece del lato più bomberesco di Pires, non possiamo dimenticare il calcio di rigore capolavoro architettato con il connazionale Titì Henry. Chi prima di Messi cercò di emulare Cruijff con il rigore più strafottente della storia?

Ovviamente Pires. Quella volta, però, le cose non andarono benissimo. Nel tentativo di toccare la palla per Henry, Roberto ciccò completamente il pallone lasciando di sasso pubblico e compagni e scatenando l’ira funesta dei mastini del City, avversario in quell’occasione.

Chi però meglio di lui poteva superare con noncuranza questa epocale figura di merda? Nessuno. Faccia come se niente fosse e sorriso beffardo. Difficile trovare oggi personalità così complesse e raffinate nel calcio.

Un vero e proprio Bomber di culto Robert Pires.

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