Una giornata all’insegna della rovesciata

La testa che flette all’indietro, le tribune che per un istante lunghissimo prendono il posto del cielo. E quel pallone da colpire che pare quasi non arrivare mai.

Il campo ha tutto un altro senso quando si sta caricando una rovesciata. La testa che flette all’indietro, le tribune che per un istante lunghissimo prendono il posto del cielo. E quel pallone da colpire che pare quasi non arrivare mai.

Quando cerchi Pinilla su Google le voci che accompagnano il cognome dell’attaccante cileno sono solitamente “rientro” ed “infortunio”. Perché quel numero 51 non lascia mai dormire sonni tranquilli soprattutto se all’asta di settembre si è deciso con un pizzico di follia di rilanciare tanto da portarselo a casa. E trovarsi ogni sabato a sperare che il suo nome non sia nella lista infortunati. Una cronica tendenza agli infortuni che fa da contraltare a prodezze come quella contro il Milan con le gambe che librano nell’aria e quel destro che spedisce la palla direttamente sotto la traversa dove Donnarumma non può nemmeno sognarsi di arrivare. E pensare che era proprio la madre ad osteggiare la mania di Mauricio di provare le rovesciate in casa, sul letto.

Quella dell’atalantino però non è stata l’unica rovega di giornata. Prima di lui infatti ci ha pensato un giocatore da cui proprio non ti aspetti certe magie. Bruno Fernandes di mestiere fa il centrocampista ed arriva da una stagione tribolata come quella della sua squadra, l’Udinese. Domenica era il momento di affrontare il Napoli: una partita tutt’altro che facile in ogni senso. A sbloccarla però è proprio il portoghese che sorprende i partenopei al quarto d’ora. Higuain mette le cose a posto ma, a quanto pare, il destino ha deciso di cambiare prospettiva. Tanto che, dopo un’uscita scriteriata di Gabriel, Bruno Fernandes si ritrova all’altezza della lunetta pronto a ricevere un cross dai compagni. Il cross di Zapata arriva puntuale: l’altezza è giusta, la potenza pure. Il portoghese si alza in cielo, si gira e rovescia quel pallone in porta. Il pallone del vantaggio che riscatta un rigore sbagliato soltanto una ventina di minuti prima.

Non poteva andare diversamente in una giornata dove tante sono state le sorprese. Tanti sono stati i capovolgimenti di pronostici ed i ribaltamenti di prospettiva. Basti pensare alla tripletta di Suso per citare l’evento più eclatante della trentunesima. Una cosa però è certa: cambiano gli artefici, si ripetono i gesti tecnici e si esaltaltano i tifosi. Ma i pianti disperati davanti all’ennesimo gol lasciato in panchina al fantacalcio non conoscono proprio rovesciamenti. Quelli restano sempre uguali.

Articolo di: Nicolò Premoli

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