Sebastien Frey: come può un tamarro volare tra i pali.

Sebastien Frey ha appeso i guantoni al chiodo: il francese ha deciso di annunciare il suo ritiro utilizzando il suo profilo ufficiale Instagram.

Frey ha rivelato anche alcune delle riflessioni che lo hanno portato a questa decisione, riflessioni riguardanti la condizione attuale del mondo del calcio:

«Smetto, non gioco più, mi sono stancatoSono stanco psicologicamente. Negli ultimi tre o quattro anni mi sono accorto che questo mondo mi appartiene sempre di meno. Avevo un’altra stagione di contratto (in Turchia ndr), ma non volevo avvelenare il ricordo che ho del calcio. E’ stato la mia vita, non posso andare in campo solo per prendere lo stipendio».

«Quando ho cominciato a giocare c’era rispetto. La parola di una persona aveva lo stesso valore di una firma, adesso non contano neanche le firme. E a me non piace».

I tempi in cui ha iniziato a volare tra i pali sono ormai lontani e profondamente cambiati:

«Io ci vado a vedere i ragazzini, anche mio figlio Daniel gioca. Può darsi che sia colpa dei genitori, non lo so, ma dagli undici anni in poi hanno in testa le cose sbagliate. Pensano di essere Messi, o Cristiano Ronaldo. Vogliono la macchina grossa, le scarpe con il nome sopra, il calcio lo pensano meno. Io non so cosa darei per tornare all’età in cui pensi soltanto a portare il pallone, nel mio caso i guanti, e ad andare a giocare con i tuoi amici».

Noi non vogliamo avere questo ricordo malinconico di Frey. Noi vogliamo ricordarlo così, giovane e tamarro, con quella chioma da Super Sayan che i suoi attuali colleghi come Pepe Reina si sognano di notte.

Grazie di tutto Seba!

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