Sesso prima della partita: il parere degli esperti

Il sesso prima della partita è uno degli argomenti più dibattuti nel mondo del calcio.
Dall’Olanda nel 74 alle nazionali di oggi, passando per luminari come Antonio Cassano.

Fare sesso prima della partita aiuta o meno la prestazione in campo?

Il video che vi proponiamo risale agli ultimi Mondiali brasiliani. Durante le trasmissione televisiva “Otto e mezzo”, a seguito della sconfitta della nostra nazionale con il Costarica nel 2014, quella bomberina di Cristiana Capotondi e Antonio Cabrini esprimono la loro opinione su un tema scottante come la rubrica telefonica di Marco Borriello.

Il sesso condiziona pesantemente il rendimento in campo? Quanto tempo prima bisogna praticarlo per essere sicuri di non avere conseguenze? Lo so, al Bomber di provincia non interessano queste cose. Il Bomber aspetta solo di farlo e ad arrivare al campo giusto in tempo per la partita. Mica per giocare sia chiaro, se dovesse partire titolare farebbe schifo anche a sé stesso. Vale la pena arrivare in tempo per la partita solo per raccontare al resto della squadra la sua ultima conquista. Si fotta il risultato. Sempre.

In principio fu la Nazionale olandese. Era il 1974 quando gli “oranje”, trascinati da uno dei più grandi giocatori della storia del calcio e guidati da Rinus Micheels, aprirono le porte del ritiro alle donne rischiando la fustigazione negli anni in cui il Vaticano portava gli italiani al referendum per vietare per legge il divorzio. Peccato che quell’anno, ai mondiali in Germania Ovest arrivarono fino in finale, fermati soltanto dai padroni di casa. Altro che stanchezza per le lunghe nottate: Cruijff e i suoi compagni dimostrarono che il sesso prima di una gara agonistica può avere effetti positivi, soprattutto per lo spirito.

Della stessa opinione era l’ormai ex tecnico degli azzurri Cesare Prandelli, che durante i suoi ultimi mondiali ha concesso ai giocatori di passare qualche ora in compagnia delle loro dolci metà.

Niente di male, in fondo. Sentiamo cosa ne pensa al riguardo l’autorevole Antonio Cassano, Professore emerito di Lettere moderne, ai tempi in cui insegnava all’Università “La Sapienza” di Roma : “Ne ho trombate molte, anche in ritiro. E’ piuttosto facile. A Trigoria, che è enorme, ero riuscito a procurarmi la chiave dell’ultimo cancello, quello che dava sul retro. Le facevo entrare da lì. Andavamo negli spogliatoi delle giovanili, spesso usavamo i lettini dei massaggi, ogni tanto se ne spaccava uno. Anche se lo scoprivano, non mi dicevano nulla, chiudevano un occhio. Anche perché spesso ho giocato grandi partite dopo aver fatto sesso. Andatevi a rivedere Roma-Juventus 4-0, quella della bandierina spezzata. Avevo fatto le 6 la domenica mattina, con una delle tante amiche che avevo in quel periodo. L’1-1 con la Lazio è un altro esempio. Ero in panchina, sono entrato a 20′ dalla fine e ho segnato il gol del pareggio”.

L’eccezione che conferma la regola però, c’è sempre. Sempre ai tempi della Roma e prima della finale di Coppa Italia con l’Inter, Cassano rivela:”Passo una notte di sesso leggendario con una soubrette della tv. Alle 6 del mattino mi ordina di rifarlo. Mi ricatta, minaccia di dirlo a tutti se non avessi fatto ancora il mio dovere. Io eseguo. Arrivo a San Siro piuttosto carico, ma stavolta non basta. La coppa se la prende l’Inter”.

Ora chi siamo noi per dirvi se conviene farlo prima, dopo o durante. Certo che se ti chiami Gary Medel non hai questi problemi: devi solo chiederti quanto costa farlo.

Vi lasciamo con l’ultimo aneddoto, questa volta di Arrigo Sacchi: “Nella settimana precedente alla trasferta a Napoli -ha raccontato -, decisiva per lo scudetto 1988, avevo chiesto ai giocatori di astenersi dall’attività sessuale. Vidi i giocatori prima stare in silenzio, poi sorridere, fino a che Gullit mi disse, ‘mister, io con le palle piene non corro’”.

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