Il Siviglia del Mudo e del Ganso. Poesia a 4 all’ora

C’è un nuovo culto nel calcio europeo. Quello del fantasioso e poetico nuovo Siviglia di Sampaoli. In regia, infatti, ci sono El Mudo Vazquez e Ganso.

Chi vi piace quest’anno? Il Chelsea pugnace di Antonio Conte? Il faraonico United di Mourinho? O forse i cugini del City, alla ricerca del bel gioco con Pep? Il Bayern del sempreverde Carletto o il nuovo dinamico PSG di Emery? Ci sono poi le due di Madrid, ovviamente, così diverse tra loro ma così affascinanti. O il solito Barcellona, forte del suo devastante tridente sudamericano.

Ecco, quale scegliete fra queste? La risposta è una e semplice. Se pescate da questo mazzo siete solo dei cafoni. Volgari seguaci del calcio dinamico, tattico, fatto di preparazioni specifiche, esercitazioni tecniche, allunghi e palestra. Troppo facile fare come Ronaldo, Messi, Bale o Neymar. Strapotenti, prepotenti, sempre intenti a replicare finte, gesti, scatti e balzi.

Troppo facile per loro andare ogni volta più forte. Ogni anno il dribbling un poco più rapido e il tiro un poco più potente, per rimanere lì in vetta, tirati come la cintura di Raiola a un pranzo di matrimonio. Troppo facile e troppo uguale, noioso.

Nella calda e appiccicosa Siviglia, invece, sta nascendo, con i suoi tempi, una squadra di culto. Andrebbe già dedicata una statua a Ramón Rodríguez Verdejo detto Monchi, direttore sportivo degli andalusi e artefice di questa vera e propria espressione artistica.

Perché chi ti va a pigliare il Monchi nell’estate 2016? El Mudo y El Ganso. Proprio loro, maestri del surplace e dello spazio da coprire rigorosamente col pallone e mai con la gamba. Il pensiero di un Siviglia dalla doppia regia, arretrata e avanzata, affidata a Vazquez e Paulo Henrique mi manda letteralmente ai pazzi.

Gli squarci improvvisi del Mudo, come i frenetici passi di un tanguero, a far muovere come un’orchestra i compagni di squadra dotati di gamba. Il ritmo cadenzato e contagioso della Bossa Nova di Ganso, che ti mostra col pallone una linea che pensavi non potesse esistere. Tutti e due col mancino, tutti e due col mento alto e lo sguardo nella loro fantasia.

Per di più, agli ordini del bravissimo Sampaoli, che nel suo Cile esaltava il Mago Valdivia, altro profeta, ora invece accantonato dal nuovo CT Pizzi.

Se pensate dunque, cari Bomber, che la potenza e l’accelerazione siano più un problema degli ingegneri della Ferrari che di un trequartista, date allora un’occhiata a questo Siviglia. Magari già da stasera, nella Supercoppa europea con il Real Madrid. Forse non vinceranno, ma il fuoco di un calcio spettacolare,  per fantasia e poesia, lo terranno vivo come nessun altro.

 

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