Suerte Don Pepito! Nemo Bomber in patria

Ogni Bomber ha il proprio habitat naturale. Per Adriano è l’Open bar, per Bobo è Da Pino e per Zaccardo la propria porta. Ci sono, al contrario, luoghi della terra nei quali semplicemente siamo meno apprezzati di quanto meriteremmo. Dal 1986, in buona misura, questo è quanto accade tra l’Italia e Giuseppe “Pepito” Rossi.

Il suo nome e il suo destino sembrano parlarci di Miracolo Italiano, ma le cose finiscono sempre diversamente. Nasce e cresce, tirando i primi calci al pallone, negli Stati Uniti. A dire il vero però, viene subito a contatto con quell’italianità ibrida tipica del New Jersey, ricco di paisà. Infatti è il calcio, ricambiato, a stregarlo.

Il richiamo della terra d’origine è forte anche per la famiglia, che decide di trasferirsi a Parma quando Giuseppe ha 12 anni. Con i ducali diventa calciatore e si mette in mostra fino al 2004. Pepito in Emilia sembra uno dei tanti nostri giovani di talento che impreziosiscono, ora sempre meno, i settori giovanili italiani.

In realtà Rossi non è proprio come tutti gli altri. Oltre a essere dotato di un talento fuori dal comune, ha uno spirito d’adattamento unico. Con l’inglese, ovviamente, va forte e per lui cambiare repentinamente stile di vita, visti i trascorsi, pesa meno che agli altri. Il palcoscenico internazionale, dunque, si rivela perfetto. Le academy inglesi, già con insistenza in quei primi anni 2000, guardano Oltremanica per assicurarsi i migliori talenti europei già in tenera età.

L’occhio lungo e il naso rosso di Alex Ferguson non si lasciano scappare l’occasione di far di Pepito, a 17 anni, un Red Devil. Quella che sembra l’alba di una sfavillante carriera in Premier resterà tuttavia solo una nobile parentesi. Dopo poche presenze e qualche gol tra United e Newcastle, Rossi torna a Parma nel gennaio del 2007 per salvare i gialloblu.

L’impresa, grazie soprattutto ai suoi 9 gol e alle sue prestazioni, riesce. Il ragazzino del New Jersey è ora un professionista fatto e finito pronto a prendersi la Serie A e la Nazionale. Da noi lo vorrebbero in tanti ma, e sarà una costante, finiranno per credere in lui fuori dallo Stivale. Chi ci crede di più nell’estate del 2007 è il Villarreal, salito alla ribalta delle cronache per la semifinale di Champions raggiunta l’anno prima. I “Gialli” di Spagna hanno compreso il potenziale dell’attaccante italiano e lo hanno accolto in una Regione bellissima e un contesto tecnico ambizioso ma sereno. Ingredienti perfetti per far esplodere un talento così puro.

La formula funziona. 11 gol nella sua prima Liga e secondo posto per il “Submarino amarillo”. Pepito si sente a casa. Questo ragazzo, magicamente, ha saputo entrar nel cuore della sua nuova gente come lo Zelig di Woody Allen. Per 6 anni è stato uno di loro e ha regalato bellissimi gol ed emozioni. Il 2012 segna improvvisamente la fine di questo idillio. Il ginocchio fa crack e il Villarreal, senza Pepito, finisce in Segunda.

Per Rossi si presenta dunque una nuova chance per esprimersi al massimo in Italia. Lo sceglie la Fiorentina, offrendogli per certi versi un contesto simile a quello trovato nella Comunità Valenciana. Nella stagione 2013/14 realizza 17 gol in 24 presenze, tra cui una storica tripletta per rimontare la Juventus al Franchi. Un pomeriggio storico che fa di Giuseppe l’eroe di Firenze.

Ancora una volta è il ginocchio a frenare il campione. La stagione seguente salta a causa di un altro grave infortunio. E siamo al presente. Il popolo viola lo aspettava, Sousa ha ritenuto di doverne centellinare l’impiego e Pepito, per l’ennesima volta, è migrato.

rossi

Pur essendo tra gli attaccanti più talentuosi in circolazione, anche a causa dei dubbi sulla sua tenuta atletica, non ha trovato uno spazio nel nostro calcio. Torna in Spagna e, ancora una volta, nella stupenda Comunità Valenciana. Finisce proprio a Valencia, ma nel Levante. Le “Rane” rossoblu hanno visto tra le proprie file anche Joann Crujiff, ma si trovano in questo momento in fondo alla classifica della Liga.

Durante la presentazione al Ciudad de Valencia, un anziano supporter dei rossoblu ha cinto Pepito come fosse un nipote chiedendogli, con ogni probabilità, di salvare la squadra dalla minaccia sempre più concreta della retrocessione. A osservare la scena, sembrerebbe quasi che il Bomber sia cresciuto lì e, ora, fosse tornato a casa per salvare il Club del cuore.

Questo è il destino di Giuseppe “Pepito” Rossi. Messia in Spagna, mai capito fino in fondo nella sua spesso lontana patria. Stasera debutta contro il Las Palmas. Suerte Bomber!

 

 

 

 

 

 

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy