#Sushili: Il Giappone in Serie A

Celebriamo la prestazione di Nagatomo nel big match di lunedì, ricordando tutti i nipponici che hanno calcato i nostri campi. Se c’è ben poco da dire su quelli di oggi, Nagatomo appunto e Honda, più interessante è fare un passo indietro per vedere chi è passato.

Tutti ricordiamo le fantastiche gesta di Nakata e Nakamura, veri e propri Samurai del nostro campionato. Tecnica sopraffina e sguardo addormentato. Eroi di provincia e perfino, con Celtic e Roma, protagonisti sui grandi palcoscenici. Non sarà poi difficile pensare a Miura, il primo giapponese del nostro calcio. Una sorta di scambio “culturale” con il nostro Totò Schillaci aveva portato Kazù a vestire la maglia del Genoa e a segnare perfino nel Derby. L’estasi, però, finì più o meno lì.

Il bello però comincia adesso. Desaparecidos dopo un inizio promettente, sono i due siciliani dagli occhi a mandorla. Yanagisawa e, soprattutto, Morimoto hanno lasciato una traccia indelebile sull’isola. Tra le vittime illustri di “Maremoto” anche Juventus e Roma. Il Messina, gasatissimo dalla irrefrenabile voglia di Giappone,, ne ingaggerà perfino un altro: Ogasawara. Qui il gioco si fa in effetti più duro.

Ma il top della difficoltà si raggiunge nel cercare di trovare una traccia di altri due figli dell’Impero. Tra il 2006 e il 2008 il Torino ingaggia tale Masashi Oguro. Manco a dirlo tra il 2006 e il 2008 non se l’è “kagawa” nessuno. Quasi dieci anni prima, sull’onda della Nakata-mania, il mai banale Zamparini si era invece regalato Hiroshi Nanami. Solo per voi Bombers abbiamo le immagini storiche (nel video sopra) dello scontro titanico tra quest’ultimo e il grande Hide.

Un Perugia-Venezia, sotto il diluvio, di estrema ignoranza!

 

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy