Auguri Tevez, l’uomo con una sola paura: il suo barrio

Carlos Tevez, l’uomo del barrio Fuerte Apache, per sentirsi forte ha bisogno di sfide e di grandi responsabilità. Dalla 10 della Juve, alla 10 del Boca Juniors. Senza alcuna paura.

E’ passato nel nostro campionato, quello di Serie A, con la forza di un tornado. Solo che Carlos Tevez ha lasciato il segno “soltanto” nei cuori della gente bianconera e negli occhi di tutti i tifosi sportivi italiani.

Solo due stagioni che sembrano una vita. Quella maglietta così pesante, la numero 10 della Juve, che per ultimo aveva indossato il simbolo della Vecchia Signora: Alessandro Del Piero. Lui l’ha indossata con caratteristiche diverse da Pinturicchio: con classe, ma anche con temperamento, determinazione, leadership e in una parola molto argentina con la garra.

Tevez, uomo di Fuerte Apache, ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere. Gli è mancato l’acuto finale, la coppa dalle grandi orecchie. La Champions che prima del suo arrivo sembrava tanto una chimera. Con lui quel sogno si è sfiorato e grazie a lui la Juve si è svegliata comunque più forte, più affamata, più vogliosa di riscatto. L’Apache se n’è andato via da Torino ricevendo comunque un grande affetto. I tifosi hanno capito che la mancanza di Buenos Aires si cominciava a far sentire e che l’affetto di tutto il popolo bianconero non bastava più a scaldargli il cuore. Lui li ha ringraziati e ha ringraziato la Juve perché, parole sue, dal giorno del suo arrivo in Italia è tornato a sentirsi calciatore “La Juventus mi ha ridato la voglia di giocare a calcio. La cosa migliore per un giocatore: tornare a essere felice”. Pochi mesi prima, quando vestiva la maglietta del Manchester City, Carlos pensò addirittura ad un eclatante ritiro. Non lo nega, non lo nasconde Carlos. I suoi ringraziamenti sono sinceri.

E’ tornato al Boca, ha ripreso la 10, l’unico forse degno di poterlo fare dopo l’intesa epopea-Riquelme. Una maglietta che non gli pesa, anzi lo fa sentire più forte. Perché Carlos è così, non conosce paura, per sentirsi forte ha bisogno di sfide e di grandi responsabilità. “Mi spaventa il mio quartiere, non certo il Bernabeu o il Monumental. Non esiste la paura nel calcio. Ma nel mio quartiere sì, lì si comprende quella vera”.

 

 

Nel video le migliori giocate di Carlos Tevez nei due anni di Juve.

Video del canale ——> Youtube: https://www.youtube.com/user/pallucciogene

 

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