The GodFa…ssone. “Una cosa formale che non può rifiutare”

Marco Fassone è il boss del mercato. Quando si muove i tifosi di tutt’Italia, rossoneri esclusi, si spaventano a morte al pensiero di quelle “cose formali”.

Come il Don Vito Corleone del Padrino, Marco Fassone spaventa ormai a morte milioni di tifosi (non rossoneri) che lo ascoltano, con una frase che è ormai il suo marchio di fabbrica.

Il leggendario boss di Marlon Brando riceveva i suoi ospiti facendo loro le celebri “offerte che non si può rifiutare”. Il doppio mento più caliente dell’estate invece, ha tutto un altro iter. Al momento di presentare un nuovo acquisto in diretta su Facebook (ormai sono 9 in un mese), prima lascia spazio al fortissimo accento calabrese di Mirabelli, che già di per sé fa abbastanza brutto. Poi sale in cattedra, ringrazia tutti, introduce il nuovo giocatore facendogli un paio di complimenti e, ben conscio di tergiversare in attesa del momento clou, rimane sul vago.

A un certo punto, interrompendo l’interlocutorio scambio di opinioni, fa tremare l’Italia intera. Piglia carta e penna e scatena l’uragano: I tifosi rossoneri a questo punto esplodono in un orgasmo multiplo privo di ogni forma d’inibizione e controllo, assumendo per svariati minuti la baldanza e la potenza “testosteronica” di un Rocco Siffredi anni 80.

In tutte le altre città d’Italia, invece, risuona l’allarme. Le autorità locali invitano a non abbandonare le proprie case e a restare vigili. Il famelico Marco ha già infatti razziato Bergamo, depredato Torino e scippato Roma, minacciando la pace di Firenze e della parte granata del capoluogo piemontese.

“Cogito ergo sum” (penso dunque sono), di Cartesio; “Panta rhei” (tutto scorre), di Eraclito; “Sto tornando mmmerde”, del tizio di Martin Garrix; “Passiamo alle cose formali”, Marco Fassone.

Su questi principi si basa ormai il mondo occidentale. E adesso? Adesso si cerca l’attaccante. Persino i direttori sportivi delle squadre di seconda categoria, con l’ufficio nel cesso di un bar col calcetto, corrono ai ripari.

“Paolino l’altro giorno ha fatto un gol in mezza rovesciata in partitella, e cinque minuti dopo ho visto passare un pelato in bicicletta. Ho paura!”

Questo è il clima che aleggia sul paese da quando il “Padrino” Marco s’è messo in azione. D’un tratto si alza nitido il pizzicare del mandolino, le sue guance (il mento lo è già) si gonfiano, e a mezza bocca si ode sussurrare: “che ne dici se passiamo alle cose formali? Ti va?”

E la magia, e il terrore nascono ancora una volta…

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