Ti aspettiamo Bomber Kobe

Nel giorno dell’ultima partita da professionista di Kobe Bryant, pensiamo a domani. Perché un Bomber come Kobe può fare ancora tanto, magari in Italia…

Oggi è il giorno in cui si celebra il mito di Kobe Bryant. Forse l’icona più riconoscibile nello sport del decennio duemila, è arrivata all’ultimo atto della straordinaria carriera professionistica. Il saluto, complice l’annuncio tempestivo del ritiro, è stato lungo e sentimentalmente forte e troverà oggi il suo culmine.

Come sempre succede in questi casi, è impossibile sfuggire alla malinconia del momento. Quando un viaggio arriva al termine, la testa viaggia senza freno rivisitando i grandi successi e i sorprendenti esordi del campione ormai ai saluti. Posto che in tantissimi più qualificati di noi stanno omaggiando il 24 ripercorrendo emozioni, episodi e numeri della sua carriera, noi ci focalizziamo sul futuro.

Sì perché il ritiro della leggenda è un tema delicato che attraversa tutte le discipline. Nel calcio Totti e Ibrahimovic stanno mostrando i segni di un malessere che non riescono a interpretare. Come poter lasciare senza remore quel che rappresenta la tua stessa vita? Esiste un modo indolore per affrontare un passaggio così tranciante? Probabilmente no.

Per Kobe, in un certo senso, è stato più semplice. I troppi infortuni gli hanno fatto dire basta, paradossalmente, a cuor leggero. Altrimenti il suo unico, e non è retorica, spirito e istinto vincente avrebbe reso più arduo il passaggio all’inattività.

Proprio questo istinto e l’impossibilità per uno come Kobe di essere, in qualsiasi modo, legato a un concetto come “inattività” ci spingono a voler già guardare oltre. La logica vuole che la sua esperienza e tutti i suoi segreti di grandezza vadano ad alimentare il già incandescente fuoco sacro dell’NBA. A dire il vero però l’amore che lo lega all’Italia, in particolare a Reggio Emilia, potrebbe riservare delle sorprese. Potrebbe anche decidere di stabilirsi da noi, e quasi certamente offrendo la propria inestimabile caratura al nostro movimento. Pensate a un Kobe allenatore o presidente che un giorno dice a uno dei suoi: “sai che c’è? Oggi hai fatto proprio schifo. Vado a cambiarmi va!”

Stiamo forse sognando troppo? Probabilmente sì. Pensiamo al futuro per non essere forse troppo malinconici in questa giornata. Ah, Kobe ha due figlie. Qualora decidesse di mettere in cantiere un maschietto e di stabilirsi in Emilia la storia potrebbe ripetersi. Vogliamo un Kobe Jr in Italia!

Per il momento l’appuntamento è alle 4 di stanotte con l’ultima partita allo Staples. Se domani vedrete tanti amici con delle occhiaie alla Cassano nel periodo di Madrid, saprete perché.

 

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