Bomber di Provincia: tributo al Tatanka

Metti che un giorno diventi capocannoniere di Serie A. Tu, capocannoniere in un torneo di Serie A con giocatori del calibro di Trezeguet, Vieri, Baggio, Del Piero, Batistuta, Totti, Toni…alcuni dei migliori attaccanti del mondo, quasi tutto il meglio degli ultimi 20 anni.

Questo è la storia di Dario Hubner, detto Tatanka, il bisonte del gol. Solo 4 anni prima esordisce a 30 anni suonati nella massima serie dopo una carriera di gavetta in provincia.

A San Siro, la Scala del calcio, doveva essere il giorno di Ronaldo. Fu invece il palcoscenico di Hubner (prima) e del talentuoso Recoba (poi). Fa ridere pensare che se il Chino avesse avuto solo la metà della grinta e la voglia di spaccare il mondo di Dario, forse oggi parleremmo di lui come uno dei più grandi talenti di sempre.

Dopo quel gol Hubner ne segna altri 74 in Serie A con le maglie di Brescia, Piacenza e Perugia. In sole 129 presenze.

Una media da cannibale. Il momento più bello è certamente l’ultima giornata della stagione 2001-2002, la prima di Hubner con la maglia del Piacenza. Il momento più bello dicevamo: a 35 anni Dario è capocannoniere del campionato con 24 reti (al pari di Trezeguet) e con le sue prodezze contribuisce da protagonista alla salvezza degli emiliani. Record strappatogli soltanto la scorsa stagione da un Luca Toni 38enne, che “sorpresa” non è, dato il suo passato da campione del Mondo.

Dario Hubner, il bomber di provincia. Una grappa, una sigaretta (anche tra un tempo e l’altro) e tanti…tanti gol.

 

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