Una scelta da “Champion”ship. JT va all’Aston Villa

Senza più posto al Chelsea, John Terry riparte a 37 anni dall’Aston Villa e dalla Championship. Senza usare troppo incenso, è una gran scelta di calcio.

Niente retorica, niente buonismi. John Terry non è stato calciatore e uomo per il quale si possa abbondare troppo con il miele. Ha vinto tanto, giocato di più, perso la fascia della Nazionale accusato di razzismo, tradito moglie e migliore amico (il compagno al Chelsea Wayne Bridge) in un colpo solo, e cercato di organizzare e vendere un improvvisato tour del centro d’allenamento dei Blues per 9mila sterline.

No, niente frasi a effetto costruite su maglie baciate o passioni infantili sbandierate, per lui. Pur essendo, di fatto, una delle ultime bandiere del calcio moderno (20 anni e più di 700 presenze col Chelsea) le favolette su JT non si possono proprio scrivere.

Eppure, c’è una cosa che nessuno davvero gli può disconoscere. John è un uomo di calcio. Ha speso l’intera vita a sudare, lottare e sfinirsi sul campo verde. Per lui il gioco è stramaledettamente serio, e prenderlo in giro non gli è davvero possibile.

Così, a 37 anni suonati e senza più uno spazio a disposizione nel Club di tutta la carriera, riparte dalla Championship. Rifiutate offerte dalla Premier, e il solito ricchissimo buen retiro negli Emirati o negli States. Terry si rimette in gioco nell’Aston Villa, di cui ha sempre ammirato (parole sue) tradizione e stadio.

E non c’è neppure bisogno di fargli i conti in tasca. Il difensore inglese percepirà una bella cifra; circa 3,5 milioni per una stagione (sì, la serie B inglese è piuttosto ricca). Sarà un martire? No di certo. Avrà rinunciato a svariati milioni per accettare una seria sfida sportiva? Questo, con altrettanta certezza, sì.

Tutto qua. Ancora una volta il criticabilissimo John Terry ha scelto il pallone. Va in un Club inglese storico come l’Aston Villa, che davvero non riesce a pensare di restare ancora in Seconda Divisione, per vincere e ottenere un risultato importante come la promozione in Premier (che gli manca per altro). Lo farà in un ambiente esigente, al servizio di un allenatore d’esperienza come Steve Bruce.

No, niente poesie per JT, niente favole fuori tempo e fuori luogo. Su i calzettoni, e finché ce n’è si gioca a pallone.

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