Una vita da Aldo Simoncini

Ieri sera San Marino ha concluso l’ennesimo disastroso girone di qualificazione della sua storia. Aldo Simoncini, portiere con più di 200 gol al passivo, è però ancora lì. Orgoglioso e testardo come sempre.

11 anni con la Nazionale, 6 gironi di qualificazione tra Mondiali ed Europei, e 58 presenze complessive con 246 gol subiti (4,2 a partita). Solo sconfitte, ad eccezione dello storico pareggio a reti inviolate con l’Estonia nel 2014, e in quattro occasioni un numero di gol incassati in doppia cifra.

Questi sono i numeri della storia di Aldo Simoncini, portiere di San Marino, alla difesa dei pali della Repubblica. E che il viaggio potesse essere accidentato, il nostro protagonista lo aveva capito immediatamente. Nella prima partita in un torneo di qualificazione (all’Europeo del 2008 ndr) disputata contro la Germania, Aldo incassò il maggior numero di gol in carriera. Ben 13, a fronte di uno zero nel tabellino dei padroni di casa, nella lunghissima notte dell’allora Olimpico di Serravalle (oggi San Marino Stadium).

Un vero romanzo, per chi gioca il calcio nella posizione più romanzesca di tutte. Una metafora di vita, che parla di perseveranza, impegno incondizionato e orgoglio. Simoncini, più dei compagni di Nazionale, non divide lo sconforto per un gol subito. Non può abbassare la testa facendo finta di niente. Ognuno degli oltre 200 palloni raccolti in fondo al sacco, lo ha visto chinarsi amareggiato e impietosamente immortalato dalle telecamere.

Sempre lui, il portiere più battuto del mondo anche se di certo non il peggiore. Perché il paradosso vuole che Simoncini sia anche il giocatore più quotato e di talento della Nazionale. Ha giocato in C2 con Bellaria e Valenzana, ma anche assaporato la Serie A con il Cesena, pur senza mai giocare, nel 2011. Periodo in cui ha raggiunto anche la massima quotazione.

Ed è di certo il sammarinese che soffre di più l’impotenza e quella strana e ormai solita sensazione che lo coglie di fronte alle grandi Nazionali che tartassano San Marino. All’inizio traspare sempre una certa emozione, per il palcoscenico e l’occasione, poi però tutto questo scema. E lascia sempre il posto all’imbarazzo per l’inadeguatezza dimostrata di fronte all’Europa intera.

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Una condizione frustrante che non può essere mutata, ma si va avanti. Sia che di fronte ci siano gli elegantissimi e rispettosi inglesi, da sempre fieri difensori del dilettantismo sportivo, o gli arroganti tedeschi capitanati da Rumenigge e Mueller. Per loro, pragmatici o semplicemente fuori luogo, San Marino è solo un brutto campo con dei “pericolosi” dilettanti a solcarlo, e continui rischi d’infortunio.

Ieri a Plzen, con uno 0 a 5 contro i cechi, si è conclusa l’ennesima campagna internazionale di Aldo con San Marino. 9 partite giocate con 42 gol subiti, il saldo negativo. E ancora 10 sconfitte su 10 per la squadra, compreso l’1 a 0 interno contro il non impossibile Azerbaigian. Al cospetto di questa ennesima debacle, però, non vediamo retorica, ma solo sport.

Dopo tanti anni ciò che San Marino può custodire è il proprio carattere. La capacità di mettere sempre la faccia cattiva, e trovare lo stimolo giusto per dare tutto quello di cui dispone. Che poi, se parliamo di Simoncini, non è neppure poco. Spesso tra le giocate più spettacolari e pregevoli della gara finiscono i suoi interventi.

Sarà anche il portiere più bucato del mondo ma, come si vede nel video, quando ci si mette sa anche volare. Per i nervi e il morale può essere dura una vita da Simoncini. Lui però s’infila i guanti, continua a strigliare la difesa, e va avanti a viverla come meglio gli riesce. Che in fin dei conti, è anche il modo migliore.

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