VARda che roba! Kakà e la “moviola” più ridicola di sempre

Kakà è suo malgrado vittima di una ridicola decisione dell’arbitro, in seguito al consulto del VAR. Viva la tecnologia applicata al calcio. L’interpretazione, però, resta fondamentale.

SCENARIO:

Si gioca il match di MLS tra i NY Red Bull e gli Orlando Pirates di Kakà. La gara volge al termine e appare decisa. A due minuti dalla fine del recupero i Red Bull sono avanti per tre reti a una. D’improvviso, in seguito a una leggera spinta, scatta un parapiglia.

L’atmosfera non pare comunque così tesa, e all’arrivo di Kakà, capitano di Orlando e giocatore dal carisma riconosciuto anche negli States, la questione è già risolta senza ulteriori beghe. Allontanandosi, il brasiliano pone scherzosamente le mani sul volto di Collin, suo ex compagno proprio ai Pirates, poco prima protagonista dell’alterco.

Kakà ride, Collin ride, e la partita può finire senza ulteriori strascichi. Non la pensa però così l’arbitro, che dopo il consulto con il guardalinee e la richiesta d’intervento del VAR rimanda le proprie (inutili) decisioni a ben 4 minuti dopo l’episodio.

Episodio che, come detto e come potrete vedere nel video, si è esaurito in un chiaro nulla di fatto. Non per il direttore di gara e, evidentemente, per i i responsabili del VAR. Il numero 7 di Orlando Higuita, autore della lieve spinta che ha acceso gli animi, si prende un giallo. Kakà, arrivato a calmarli gli animi e “reo” di uno scherzoso siparietto con il consapevole Collin, prende un rosso diretto.

Il campione brasiliano dapprima sorride incredulo. Poi tenta timidamente di spiegarsi e ricevere qualche spiegazione dal direttore di gara. Cosa mia vista nel mondo del calcio poi, lo stesso Collin, che con Kakà aveva chiaramente scherzato, chiede l’annullamento del provvedimento.

Dopo aver immediatamente constatato la poderosa elasticità mentale del arbitro, Kakà abbandona il campo abbozzando un nuovo imbarazzato sorriso.

CONCLUSIONE:

Viva il VAR, la Goal Line Technology, e ogni strumento utile a rendere il calcio più giusto e corretto. Se l’arbitro però è canide, canide resta… anche con il “chip” nel collare.

Esempio opposto: in un recente match di coppa di Germania, Ribery ha giocosamente slacciato uno scarpino all’esperta e autorevole arbitra Bibiana Steinhaus. Lei gli ha tirato uno scappellotto, e la prova TV lo ha perdonato.

RIBERYARB

Forse ci sono episodi più importanti da punire?

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