Vite da bomber: Dennis “The Worm” Rodman

Per la categoria “Bomber”, pensando al basket, a me viene in mente un solo nome. Ci state pensando tutti no? Se non avete capito, ripercorriamo con aneddoti un po’ della sua carriera e a fine articolo vedrete se il nome pensato è quello giusto.

Ai Bulls, dove ha toccato gli apici della sua carriera, “il 10 era stato ritirato in onore di Bob Love. E quali sono le prime cifre del numero che fai PER SPEGNERE UN FOTTUTO INCENDIO?” “Guardo a me stesso come una delle tre massime attrazioni della NBA. Se non c’è Shaquille O’Neal e se non c’è Michael Jordan”.

Parliamo della stessa persona che alla domanda: “Qual è l’indumento che ti dispiace non aver mai indossato?”, ha risposto “Il Preservativo”.

E, se proprio vogliamo dirla tutta, sempre dalla stessa bocca è uscita la massima: “Il 50% della vita nella NBA è sesso. L’altro 50% è denaro”, anche se nel suo caso le percentuali saranno più sbilanciate verso il primo elemento.

Con estrema umiltà e consapevolezza ha affermato una volta che: “Tra le dieci persone più famose al mondo io sarei alla posizione numero 5: davanti a me Dio, Gesù, Muhammad Alì e Barack Obama“.

E per chiudere le presentazioni, aggiungiamo che 3 anni fa fu ospite di una trasmissione radiofonica durante la quale, per oltre 5 minuti, tra versi di piacere e sottofondo a dir poco ambiguo si è perfettamente capito che fosse in compagnia di una donna molto gentile con lui e cosa stesse ricevendo da quella donna.

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In più, cosa non da poco, è il migliore amico di Kim Jong-Un il dittatore della Corea del Nord. Questa amicizia deve aver stimolato la sua voglia di fare il diplomatico: qualche mese fa, nel pieno dell’emergenza ISIS, dichiarò: “Penso che le mie abilità cestistiche potranno aiutarmi molto in questa missione, come quando tenevo la gente fuori dal pitturato nel quarto periodo, quanto contava. Stavo pensando anche di farmi un tatuaggio dell’ISIS, per fargli capire cosa intendo per business“, dicendo di voler partire per la Siria a combattere la principale minaccia per l’Occidente.

Inizia a Detroit, e fin qui tutto molto sobrio, fatta eccezione per un tentativo di suicidio che è finito per diventare crocevia tra quello che era prima e il bomber in cui si è trasformato. Va a San Antonio, e si innamora di tale Veronica Ciccone, in arte Madonna. Attira ovviamente l’attenzione dei media e lui non fa molto per allontanarli. Durante i giorni liberi, preferisce stare con lei piuttosto che soggiornare con il resto della squadra nell’hotel scelto dalla franchigia. Si faceva portare da un autista al campo e poi riportare a casa Ciccone. La passione però dura poco, il tempo della sua relazione con San Antonio, che disperata per i suoi gesti (disse che “I San Antonio Spurs potrebbero essere una migliore squadra di basket se David Robinson non scomparisse ogni volta che giocano una partita importante) lo cede ai Bulls in cambio di Will Perdue e poco altro. Non appena incontrato il dirigente dei Bulls, chiede un contratto di 2-3 anni e 15 milioni di dollari complessivi per giocare con Michael e Pippen. Ai giornalisti, non a caso, dice:

Metterò 5 milioni all’anno in banca, vivrò di interessi e mi sballerò di feste“.

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Le due star della squadra imparano subito, sulla scorta dell’allenatore, come gestire il personaggio. Michael disse dopo un titolo vinto:

Come si concia o cosa dice non mi interessa. Abbiamo imparato a convivere con lui e ad accettarlo perché, anche se ogni tanto la sua mente si perde, non c’è nessuno che si butta come lui nei lavori più duri in campo. Con le sue stranezze, siamo qui a festeggiare il 2° titolo consecutivo.”

Nel 1996, all’apice della sua carriera, decide anche di scrivere un libro. Titoli coi Bulls, gossip e la giusta dose di vicende extra-cestistiche: di certo, commercialmente parlando, la scelta fu più che azzeccata visto il livello di popolarità raggiunto. In più incuriosiva non poco il fatto che, visto il personaggio, in quelle righe ci sarebbe finita la vita di una rock-star più che di un giocatore di pallacanestro. Ovviamente, la presentazione del libro non fu proprio sobria, come poteva esserlo con un personaggio del genere? Si presentò vestito e truccato da donna, con addosso un abito da SPOSA, dicendo di essere bisessuale e di voler sposare se stesso.

Memorabili le sue sfide a suon di randellate con Karl Malone, dei Jazz, nelle Finals giocate per 2 anni di fila. Ne fecero anche un incontro di Wrestling, WCW Bash At The Beach 1998 contro Diamond Dallas Page & Karl Malone e in compagnia di Hulk Hogan.

Un giorno disertò l’allenamento dei suoi Bulls e Phil Jackson, l’allenatore, andò a casa sua per vedere cosa stesse combinando. Quando arrivò era abbattuto sul letto, che altro non che era che un materasso sul pavimento, in stato confusionale. Guardava dei video, ma era andato a sbronzarsi la sera precedente ed era quasi incosciente. Jackson gli suggerii di iniziare a lavorare con lo psicologo della squadra e lui acconsentii a dargli una chance. Unica cosa: si rifiutava di andare nel suo ufficio quindi la prima seduta la fecero in un CENTRO COMMERCIALE .

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Memorabile fu anche quando, nella stagione 1996-97, subì una piccola distorsione al ginocchio e per evitare che la riabilitazione si trasformasse in un putta-tour in giro per Chicago, Phil Jackson decise che la cosa migliore fosse farlo andare in California, a casa del suo agente, per un preciso piano fisico, piuttosto che “in casa”, visto che in città il nostro personaggio era un idolo dei night club e delle disco. Accanto a lui fu lasciato un assistente nemmeno 30enne, Wally Blase, che doveva scortare Dennis fino a casa del suo agente e doveva semplicemente sincerarsi che facesse ogni giorno gli esercizi che gli erano stati assegnati. Una volta convocati i 2 nel suo ufficio, Jackson diede precise istruzioni: “Andate DIRETTAMENTE in California senza fare deviazioni! E tu mi raccomando, prenditi cura di Wally e fai in modo che, se proprio deve stare dietro le cose che fai, metta sempre il preservativo!” I due si recano quindi all’aeroporto di Chicago, ma l’assistente si rende conto che qualcosa non stava andando per il verso giusto quando il pilota annuncia ai passeggeri che in circa 2 ore sarebbero arrivati a (riapriamo quell’icona) DALLAS!

Tranquillo Wally, ho parlato già col mio agente. Passiamo a Dallas per andare a trovare mia mamma e vedere la casa che le ho comprato!”

Dopotutto, cosa c’era di male nell’andare a trovare la madre dopo tanto tempo? Nulla, non fosse altro che all’aeroporto di Dallas ad attenderli ci fossero due limousine bianche piene di donne mezze nude. La visita alla madre ci fu, ma il post visita si tenne in giro per tutta la notte nei vari night club di Dallas. Tornati in suite i due crollano nel sonno più profondo, ma alle 8.30 del mattino è il nostro idolo a svegliare Wally:

Su fratello, sveglia. Una volta morto potrai dormire quanto vuoi” Vanno in palestra lì vicino, e per 2 ore ci dà dentro secondo i piani stabiliti. Ad allenamento finito Wally, innocentemente, gli chiede:” Ora quindi andiamo in California?”

Non è questo il giorno fratello! Sei mai stato a una corsa della NASCAR?”

La risposta ovviamente non contava: Nascar fu, in elicottero, perché voleva evitare il traffico. Anche quella giornata mise a dura prova la serietà di Wally, che si adatto’ ai ritmi del giocatore senza batter troppo ciglio. Esausto, al terzo giorno chiese se fosse finalmente prevista la partenza.

Ma come amico, ieri era una gara di serie B! La vera corsa è quella di oggi!”, fu la risposta allegra ricevuta. A quel punto Wally chiamò il suo capo per disperazione, ma la risposta fu decisamente rassicurante: “Nascar? Ok! Se non sta nei casini va benissimo così!” Il giorno successivo, dopo la corsa automobilistica, arrivarono finalmente in California. Wally rimase così tanto amico del nostro personaggio che l’anno dopo, durante le Finals a Salt Lake, annoiato per un pre-partita normale passato solo in albergo, quest’ultimo noleggiò un jet privato invitando Wally a trascorrere qualche ora fuori dalla città. Ciò che non disse è che nel jet diretto a Las Vegas c’erano Carmen Electra, il cantante dei Pearl Jam e altre star dello spettacolo. Fu la notte più bella della vita di Wally, che qualche anno dopo dichiarò: “E’ geniale. Era l’unico professionista da cui i media si ASPETTAVANO che andasse a festeggiare con spogliarelliste dopo una vittoria!”

Ecco, prendete quest’ultima frase e stampatela bene nelle vostre teste. Un giocatore da cui tutti si aspettavano bravate, donne, locali, alcool e sbandate, ma che in campo dominava fisicamente come non pochi. Se credete sia possibile, provate a essere voi per 1 giorno DENNIS RODMAN, un sensazionale atleta, uno scienziato del gioco capace di imporsi con il suo carattere del tutto peculiare in una Lega in cui ormai le grandi star sono abbastanza omologate e controllate negli atteggiamenti dentro e fuori dal campo.

Il suo amore per la vita dal lato perennemente sbagliato, la sua personalità a dir poco esuberante, l’averci fatto comprendere che senza avere nulla ma solo con un cuore enorme si può arrivare ovunque, ai massimi livelli anche. Per questi motivi e per un altro migliaio non si può che essere grati al VERME.

Come lui, nessuno mai.

Articolo di: Luca Mazzella

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