Voglio una vita come “Il Mitra” Matri

In fondo volevamo arrivare qua. Sponsor, tante squadre di Serie A, vittorie e la ragazza più desiderata d’Italia. Perché essere Van der Wiel o Nasri è una pacchia; da veri Bomber nostrani però, noi si piglia sempre il Mitra.

Eccoci qua. Da quando abbiamo cominciato a catalogare le vite dei calciatori in base al “culo” che hanno e hanno avuto negli anni (clicca sui nomi per le vite di Van der Wiel, Nasri, Vermaelen e Khedira) sapevamo che saremmo presto dovuti arrivare qui. Da quando l’industria del pallone è in mano a gazilionari esaltati col complesso del “chi ce l’ha più lungo”, tanti giocatori hanno potuto godere dell’esplosione di follia che ne è derivata.

Terzini sinistri dello United comprati in blocco e strapagati per “non” (ne gioca uno, non quattro) coprire una delle posizioni più insignificanti del gioco. Fernandi e Fernandinhi presi come se fossero lo stesso giocatore con lo stipendio di Fernando…Alonso. Qualsiasi giocatore del PSG, che se non ha un doppione in panchina che costa di più, allo sceicco gli prude.

Insomma, in questa giungla di soldi regalati a ragazzi fortunati che, a loro volta (mica stupidi), li trasformano in esistenze da sogno, noi vogliamo valorizzare il made in Italy. Perché nessuno può e deve spiegare a un italiano come guadagnare tanto e godersela senza sbattersi. Qui non ci sono “Cantere” che tengano. Il DNA non si può cambiare.

A proposito del “culo” sopracitato; Alessandro Matri non solo gode della spinta propulsiva del suo, che lo tiene a galla in serie A da un decennio buono, bensì ha scelto di accompagnarsi con le natiche più invidiate e osservate del paese. Roba che se scrutassero così gli evasori saremmo la Dubai del Mediterraneo.

Ovviamente dunque, senza troppo indugiare, quasi tutti vorrebbero essere il Mitra per poter condividere quel meraviglioso viaggio che è la vita, con Federica Nargi. Inutile dire che, ovviamente, questo basta e avanza. Ma l’aura di buona speranza che delinea il centravanti non si ferma qui. Piuttosto si tratta di tutta una serie di fattori che s’incastrano e s’inseguono con meravigliosa armonia. Per capirci, tutto il contrario di quel che succede a noi, senza soldi quando serve anche al fantacalcio.

Per esempio: Matri è stato, fin dagli esordi nella massima serie, il pupillo di un allenatore (Allegri) che poteva tornare in C dopo aver fatto 0 punti nelle prime 5 partite al Cagliari, e invece è finito ad allenare Juve e Milan. E il Mitra, nei momenti meno felici, ha potuto trovare riparo in questi due grandi Club, distinti peraltro anche da un certo monte ingaggi.

Da prima punta è andato in doppia cifra un paio di stagioni, mettendoci quasi 400 partite per arrivare a 100 gol. Con il Milan, che se lo è ripagato più di dieci milioni, ne ha fatto solo uno. Con la Juventus, nella sua seconda apparizione dopo la chiamata del mentore Allegri, ne ha fatti un paio in Coppa Italia. Uno di questi però, guarda caso, ha deciso il trofeo.

Il Mitra è sempre lì, implacabile, e ogni volta si ripete la stessa storia. Che sia in prestito alla Fiorentina, con la Lazio o con il Genoa, poco cambia. Segna qualche gol all’inizio, e si ripulisce la reputazione. Così tornano la Juve e il Milan o qualcun altro e lo stipendio rimane alto. Me lo vedo già tra un paio d’anni a svernare nella nuova franchigia MLS di Miami per qualche milioncino. Magie che neanche Ibra.

Per finire, proprio in questi giorni, Adidas ha deciso di lanciare una nuova linea d’abbigliamento. Secondo voi, nonostante sia in fondo alla panchina nel Sassuolo, chi ha scelto il colosso tedesco per promuoverla nel nostro paese? Lo sapete già.

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