Voglio una vita esagerata, voglio una vita come Nasri

Sconfortati dalle pesantezze della vita e dalle grandi ingiustizie del nostro tempo, sappiamo anche diventare invidiosi come può esserlo Wenger di fronte a un bambino che ha appena vinto il torneo di calcetto dell’oratorio. Se il disagio di un lunedì di ottobre mi aveva fatto capire come il vero Bomber da stimare alla follia fosse l’olandese del PSG Gregory Van der Wiel (capirete il perché leggendo l’articolo qui), il rigore di gennaio mi ha portato a invidiare ancora.

Come già feci con il terzino Orange, ho capito che il Bomber non deve rimpiangere di non essersi reincarnato Messi o Ronaldo. Questi vivono di pressioni clamorose, che dei simpatici paciocconi come noi non saprebbero proprio sopportare.

Il Bomber deve avere l’umiltà e la classe di mirare un po’ più in basso. Deve guardare a chi, tra quelli che hanno avuto un dono, ha saputo godersela con il minimo sforzo. Allora, una volta ripresa un po’ di fiducia nell’esistenza (Il Sarri-Mancini ancora non c’era), ho capito chi fosse il mio secondo mentore.

Van der Wiel andava bene, lo abbiamo visto, ma non appaga il mio raffinatissimo (sto scrivendo in mutande) senso estetico. Voglio un giocatore di estro e di supponenza, di tocco e di pigrizia. Uno che a 16 anni gli possano aver detto:”arriverai lontano” e lui possa aver risposto:”se ho voglia, fatti i cazzi tuoi”.

Un “simil-Ibra” che però abbia saputo restare più in disparte, facendo comunque all’incirca gli stessi soldi. Uno che abbia vinto tanto, ma in fondo appaia tranquillo come un ragazzino in jeans al campetto. Uno che può dire: “finché la Nazionale la allena questo qua, io non vengo…e anche dopo vediamo se c’ho cazzi”. Uno con la faccia da schiaffi a cui però, quando tira fuori il coniglio dal cappello, non puoi che voler bene. Uno che “se non imparavo a dribblare anche gli scaricatori del porto di Marsiglia, ero ancora a pippare le bici”.

Uno che bello proprio non è, ma ci sa fare. E la splendida tennista Tatiana Golovin stravedeva per me e, poi, Anara Antares, una figa che nemmeno in foto senza il mio destro. E ora? ora chissà. Di figa ne trovo a pacchi…perché io sono Samir Nasri!

Ah no, scusate. Io vorrei una vita esagerata, voglio una vita come Nasriiiii.

 

 

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