Voglio una vita come Sergiiiii…Roberto

Dopo la sculata di ieri non potevamo che “invidiarlo”. Sergi Roberto è un ragazzo baciato dal sole. E se il momento perfetto con il PSG non vi basta, vi spieghiamo il perché.

Una scena da film americano, più che gli ultimi istanti di un ottavo di Champions. Sergi Roberto è diventato ieri sera al Camp Nou “il ragazzino del fuoricampo della vittoria”, al termine di cinque minuti di straordinaria follia calcistica.

In un mondo che corre così rapido comunque, non si può “invidiare” nessuno solo per un momento di fugace gloria. Ma il simpatico ricciolino blaugrana offre più di una ragione per farci esclamare, sulle solite note di Vasco: “Ah! Vorrei proprio una vita come Sergiiiii!!!”

E ora vi sveliamo il perché:

Chi è fortunato, lo sappiamo bene, lo è fin dall’inizio. E crescere a Barcellona, chi c’è stato potrà confermare, non è proprio come affacciarsi al mondo da Trezzano sul Naviglio (e chi c’è stato potrà confermare). Se poi ti capita anche di essere portato per il pallone, questo momento storico è decisamente tra i più azzeccati.

Il piccolo Sergi cresce al sole del Mont Juic e sulle spiagge della Barceloneta, allenandosi nelle clamorose strutture della Masìa. Il fango dei campetti del bergamasco non l’ha mai visto nemmeno in foto. Meno poesia certo, ma anche meno bestemmie.

Quando entra nel giro della prima squadra poi, passa il tempo ad allenarsi con dei fenomeni e ad abbassare il collo per ricevere medaglie. A 25 anni ha già conquistato 2 Champions, 4 “Lighe”, 3 Coppe del Rey, 4 Supercoppe di Spagna e 2 Mondiali per Club.

Ora, qualcuno potrà dire: “Quanti ragazzi sono usciti dalla Cantera e ora stanno a pigliare calci in giro per l’Europa…” Tutto vero! Ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di seconde punte o esterni d’attacco tutti uguali, che nella squadra della MSN potevano giusto applaudire dalla tribuna.

Sergi no. Sergi è più furbo. Anche lui nasce come fumoso e irritante centrocampista da Tiki-Taka, ma ha poi saputo reinventarsi da laterale di difesa. E lì, soprattutto adesso, Il Barcelona è tutt’altro che una corazzata.

Il posto da titolare quindi arriva, così come l’aumento d’ingaggio previsto dal contratto per aver disputato almeno il 60% delle partite nella passata stagione. Come dire: ne fai poco più della metà e poi puoi star bello tranquillo.

Provate a chiedere al capocantiere di far la metà delle ore arrivando a mezzogiorno, e per questo raddoppiarvi lo stipendio…un bel viaggetto in betoniera non ve lo leva nessuno.

E poi c’è la figa. Il fantasioso Sergi Roberto si è scelto la conturbante modella israeliana Coral Simanovich. Scusate ma, sinceramente, penso abbia ragione lui. Poteva accontentarsi di una delle 273.000 fighe che c’eran già a Barcellona?

¡Maldito sea Sergito!

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